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RIFORME 26 Settembre Set 2014 0615 26 settembre 2014

Jobs Act, Renzi: «Non ci sarà alcun pasticcio»

Il premier sposa la linea Poletti sul Lavoro. E incassa l'endorsement di De Blasio.

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi con l'ex sindaco di New York Micheal Bloomber.

Sul Jobs Act il premier Matteo Renzi è sicuro: «Non ci sarà alcun pasticcio».
Al termine dell'incontro con la comunità italiana al Consolato di New York, il leader del Partito democratico s'è fermato a parlare con i giornalisti che gli hanno chiesto se sulla riforma del lavoro ci saranno trattative, vista l'apertura della minoranza Pd: «Condivido alla lettera le parole del ministro Giuliano Poletti», ha continuato il presidente del Consiglio riferendosi a quel «basta pasticci» invocato dal titolare del Welfare, «faremo una riforma fatta bene che sarà degna di questo nome».
SFIDA AI POTERI FORTI. «Per tornare a fare l'Italia siamo pronti, se servirà, a fare battaglie in parlamento e a sfidare i poteri forti anche se più dei poteri forti temo i pensieri deboli», è stata la tesi ribadita da Renzi che agli italiani in Usa ha assicurato il suo impegno «per cambiare davvero il Paese», chiedendo anche una mano a chi ha lasciato il nostro Paese per trasferirsi Oltreoceano.
CAMBIARE LE REGOLE. Il premier, dopo il discorso all'Onu dove ha parlato di immigrazione e guerra allo Stato islamico (Is) ha assicurato di «cambiare la burocrazia, le regole del gioco sul lavoro, le istituzioni» e ha spiegato di voler dare «tempi certi alla giustizia»: «Se si vuole restare a galla si deve correre», ha continuato Renzi, «stando fermi si cade».
Quindi l'ex rottamatore ha spronato a «non rassegnarsi alla rassegnazione» ma a essere «orgogliosi e gelosi del nostro passato e anche del nostro futuro».
OPPORTUNITÀ GLOBALE. «Certo», ha ammesso Renzi, «abbiamo qualche problema, alcuni numeri non vanno, ma a fronte di un debito alto abbiamo una ricchezza privata più ampia di altri Paesi del mondo occidentale, aziende che crescono nonostante la politica e abbiamo la straordinaria capacità di essere innovatori e curiosi».
Il premier ha poi invitato «a non aver paura della globalizzazione, paura che ci ha portato a difenderci e a stare coperti, ma questo è sbagliato». Perché? «La globalizzazione è una grande opportunità per l'Italia».
ENDORSEMENT DI DE BLASIO. Nella tappa di New York, Renzi ha trovato tempo anche per un incontro con il sindaco della città, Bill de Blasio, che ha definito «un grande piacere» la visita del presidente del Consiglio.
«È un esempio di leadership, una voce fondamentale per le riforme in Italia», ha spiegato il primo cittadino della Grande Mela, »il suo successo in Italia è necessario». Quindi ha lanciato il suo slogan: «Forza Renzi». E subito il premier ha rigraziato per poi scherzare con una battuta: «Grazie Bill, basta che non dici Forza Italia».

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