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REAZIONE 27 Settembre Set 2014 1640 27 settembre 2014

De Magistris condannato: «Impugnerò la sospensione della Severino»

Il sindaco di Napoli non s'arrende. Poi annuncia: «Mi ricandido nel 2016».

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Il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris.

Luigi De Magistris torna all'attacco. Intervistato da SkyTg24 sabato 27 settembre, il sindaco di Napoli, condannato in primo grado a un anno e tre mesi di reclusione a conclusione del processo sull'acquisizione di utenze telefoniche di alcuni parlamentari relative all'inchiesta Why not, ha annunciato di voler «impugnare la sospensione».
Il commento si riferisce alla norma Severino, che prevede la sospensione da sindaco di chi subisce una condanna. Ma per De Magistris non si tratta di un «automatismo».
NESSUN AUTOMATISMO. «Secondo me la legge non prevede nessun automatismo, ma se il prefetto ritiene di applicarla con la mia sospensione non è che io voglia scatenare la fine del mondo», ha detto il primo cittadino di Napoli. Che ha spiegato come il suo vice possa assumere le sue funzioni, ma lui resterà «sempre il sindaco eletto dai cittadini»: «Alla fine della sospensione riassumerò l'incarico», ha spiegato.
SINDACO DI STRADA. «Se mi sospenderanno», è comunque la sua volontà, «farà il sindaco per strada». Che cosa significa? «Sistemerò aiuole con i miei concittadini, farò iniziative con loro», ha detto De Magistris. Poi ha aggiunto: «Pur sospeso, sarò sempre io il sindaco. La mia squadra è lì, la mia maggioranza è compatta e si è ampliata. Napoli oggi è senza rifiuti e piena di turisti, andiamo avanti senza farci intimidire».
ERRORE DIMETTERSI. Tuttavia, il leader del Movimento arancione che nel 2011 ha conquistato il capoluogo partenopeo ha precisato che le sue dimissioni sarebbero «un errore». «Sto portando fuori la città da una crisi gravissima», ha spiegato, «e non voglio dimettermi, perché la sentenza di condanna è sbagliata e saranno solo le elezioni a cacciarmi da sindaco di Napoli».
CONTRO LA CORRUZIONE. Una scelta che, a suo dire, sarebbe «apprezzata dai napoletani».
«Mi sono sempre battuto contro quella parte di Stato intriso di corruzione di mafia», ha continuato il sindaco, «e i napoletani mi hanno eletto anche per questo. Oggi siamo l'unica grande città non governata dai partiti e da un sistema di potere».

Replica agli attacchi del leader dell'opposizione Lettieri

De Magistris con il vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano.

Quindi a Gianni Lettieri - il leader dell'opposizione ha detto che «le mani criminali sulla città sono di questa amministrazione» e ha parlato di «tasse al massimo, con degrado e buche dappertutto» - De Magistris ha replicato: «Lui appartiene ai poteri che abbiamo allontanato dalla città. Chiediamoci perché vogliono commissariare Napoli e mettere le mani su Bagnoli. Le nostre sono mani pulite, non ci lasciamo intimidire, mi farò giudicare dalla gente come ho sempre fatto».
FARE CHIAREZZA. Inoltre, il leader del Movimento arancione s'è detto pronto a fare chiarezza sulla vicenda che l'ha coinvolto: «Narrerò ai cittadini italiani una storia in parte nota, e forse non conosciuta da tutti», ha detto, anticipando la volontà di diffondere atti legati al suo passato di magistrato e alle inchieste da lui condotte.
«Vorrei riprendere le dichiarazioni che ho rilasciato allora all'autorità giudiziaria, in parte note, prendere atti che non sono più secretati e pubblicarli, visto che sono stato accusato di aver fatto troppe dichiarazioni ai magistrati quando lavoravo in magistratura».
SI RICANDIDA NEL 2016. De Magistris ha poi annunciato di volersi «ricandidare nel 2016 come sindaco di Napoli».
«Ricostruirò il mio consenso giorno dopo giorno e alla fine come sempre decideranno i cittadini», ha detto il leader del Movimento arancione.
Il sindaco s'è poi detto convinto di poter ottenere tra due anni percentuali ribaltate rispetto al sondaggio di Sky, che vede il 78% di favorevoli alle dimissioni di De Magistris e il 22% contrari.
CASO DIVERSO DAL CAV. Infine il primo cittadino di Napoli ha chiesto di «non mischiare» la sua storia «con quella di Silvio Berlusconi»: il Cavaliere, condannato in via definitiva per il caso Mediaset, è infatti decaduto da senatore proprio in base alla legge Severino. Che ora minaccia il futuro politico di De Magistris.

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