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ATTACCO 27 Settembre Set 2014 1350 27 settembre 2014

Inchiesta Why not, Luigi De Magistris: «Solo Putin e Obama non sono intervenuti»

Il sindaco: «La sentenza non può condizionare un'elezione democratica».

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Luigi De Magistris nell'audizione al Comune di Napoli, il 26 settembre.

Niente dimissioni. Il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris non ha intenzione di fare marcia indietro.
E il 27 settembre è tornato a parlare della sentenza che l'ha condannato a 15 mesi per l'inchiesta Why not.
«Quella sentenza non può condizionare un'elezione democratica, un percorso amministrativo e un'esperienza politica», ha tuonato il primo cittadino.
NESSUNA CRITICA ALLE ISTITUZIONI. «Sarò stato passionale, arrabbiato ma sono lucido. Non mi diverto ad attaccare una sentenza o a sferrare critiche dure nei confronti delle istituzioni. Per quello che so e che ho visto non ho solo il diritto, ma il dovere di dirle quelle cose».
Per commentare il polverone mediatico che lo vede al centro dell'attenzione, l'ex magistrato ha usato l'ironia: «Ringrazio Putin e Obama che non sono intervenuti nella vicenda che mi ha visto protagonista oltre al Santo Padre e al comandante della Nato». E ha aggiunto: «Mi pare che siano intervenuti tutti».

«Non sarò un fantasma ma ascolterò le persone»

Toghe da avvocati cassazionisti.

L'ex magistrato ha promesso che, qualora dovesse essere sospeso in applicazione della Legge Severino, non diventerà «un fantasma di Palazzo San Giacomo», ma farà una cosa che lo «entusiasma moltissimo»: ascolterà «giorno dopo giorno i cittadini delusi».
Intervenuto nell'aula del consiglio comunale, dopo l'approvazione del bilancio di previsione del 2014, ha spiegato: «Andrò ad ascoltare, giorno dopo giorno, deluso per deluso, così come ho fatto in campagna elettorale» quando, nelle due settimane del ballottaggio, «adottammo un astenuto dopo astenuto». «Politicamente quando finirà la sospensione, che mi auguro non ci sarà perché non ci sono le condizioni, noi saremo politicamente più forti. Se qualcuno vuole lanciare la sfida col cavillo politico, io gliela rimbalzo con l’entusiasmo politico».
RISCHIO PRESCRIZIONE. Per quanto riguarda il processo i fatti contestati risalgono all'aprile del 2007 (è del marzo di quell'anno l'incarico al consulente Genchi, anche lui condannato) ed è concreto il rischio di prescrizione.
La linea difensiva, comunque, sarebbe quella di 'scaricare' il consulente: «L'individuazione delle utenze da intercettare che mi venivano sottoposte», ha affermato De Magistris, «era una scelta totalmente autonoma del dottor Genchi».
L'ATTACCO DEGLI AVVOCATI. Sulla condanna del sindaco di Napoli è intervenuta l'Unione camere penali: «Siamo sempre stati contrari alle gogne mediatiche e in particolare alle gogne mediatico-giudiziarie. Non ci è mai piaciuto il garantismo 'a corrente alternata' e siamo geneticamente convinti che i diritti e le garanzie debbano essere difesi sempre e comunque anche quando si tratti di chi ha idee diverse dalle nostre sul processo e sulla politica». L'Unione si è detta convinta che «De Magistris debba essere ritenuto innocente sino a quando una sentenza di condanna definitiva non abbia detto il contrario, ed è per questo che i dubbi sull’applicazione retroattiva della legge Severino non possono venire meno all’improvviso e ad personam».

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