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TENSIONE 27 Settembre Set 2014 1305 27 settembre 2014

Riforma del lavoro, la Cgil minaccia lo sciopero generale

Scontro frontale se il governo dovesse cambiare le regole con un decreto legge.

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Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso.

Nuove tensioni tra la Cgil e il premier Matteo Renzi. Il segretario del sindacato Susanna Camusso ha promesso lo scontro frontale nel caso un cui il governo dovesse realizzare la riforma del lavoro attraverso un decreto legge. E ha minacciato «lo sciopero generale».
Intervenendo all'assemblea nazionale della Fiom, la numero uno della Cgil, ha precisato di voler discutere con l'esecutivo di Renzi, ma se questo dovesse realizzare il Jobs act a colpi di decreti, allora il sindacato è pronto a dare battaglia.
UNITI CON CISL E UIL. «Bisogna insistere sul fatto che dobbiamo incrociare Cisl e Uil perché la divisione, oggi, è uno straordinario argomento in mano al governo», ha poi spiegato Camusso riguardo alla mobilitazione sul lavoro indetta per il 25 ottobre. «Non possiamo offrire l'idea di libertà del lavoro dando un messaggio che il sindacato non è unito nel rivendicare queste cose».
TEMPO DELLE PROPOSTE. Secondo la leader della Cgil, poi, «non si può avere una stagione che è solo contro» e ha parlato di una «stagione di proposta»: «Dobbiamo dire come vogliamo il mondo del lavoro», è stata la tesi di Camusso.
Quella del 25 a Piazza San Giovanni sarà «una grande manifestazione della Cgil, all'insegna del cambiamento del nostro Paese, a partire dalla libertà e dalla uguaglianza nel lavoro. Una manifestazione che inizia in una stagione per noi di conquista di un cambiamento della politica economica», ha detto Camusso. Aggiungendo: «Quando organizziamo un impegno dedichiamo le energie lì. È evidente che il giorno dopo ci domanderemo come proseguire perché quello non è la fine ma l'inizio di una stagione di mobilitazione, che sarà legata a quanto avverrà».
«Bisogna riabituare il Paese al fatto che non c'è solo il sì o il no ma anche un'altra proposta in campo», ha spiegato, «dobbiamo rivendicare un diritto alla pluralità delle proposte e costruire un confronto che non è concertazione».
CAMUSSO D'ACCORDO CON LA CEI. Camusso poi ha commentato le dichiarazioni del cardinal Nunzio Galantino, segretario generale della Cei. «La Cei», ha sottolineato la leader della Cgil, «ha detto che il tema oggi non è costruire argomenti di scontro, ma dare risposte al Paese. Siamo d'accordo. Abbiamo detto in tutti modi che le urgenze del Paese sono altre, che non era intenzione di nessuno aprire un conflitto di questo tipo. Il governo vuole lo scontro con i lavoratori e i sindacati. Siamo d'accordo con la Cei»
APERTURE DI LANDINI. Sull'idea di manifestare sulla riforma del lavoro insieme con Cisl e Uil, il segretario della Fiom Maurizio Landini s'è detto possibilista.
«Gli scioperi che stiamo facendo nelle fabbriche», ha osservato, «noi li proponiamo a tutti, la nostra è una battaglia generale, il problema è avere delle proposte comuni».
Quanto alla possibilità di incrociare anche gli altri sindacati, Landini, non ha escluso nulla: «È importante che la Cgil abbia una sua proposta, una sua piattaforma e noi la rivolgiamo a tutti. È importante lavorare per l'unità dei lavoratori che non è semplicemente la somma delle organizzazioni sindacali».

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