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POLITICA 28 Settembre Set 2014 1734 28 settembre 2014

Lavoro, il Pd si prepara alla resa dei conti

C'è la direzione dem. Rebus art.18. Ipotesi fiducia. Vertice dei sindacati.

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Sono ore decisive per trovare un accordo sulla riforma del lavoro. Il 29 settembre sono in programma la direzione del Partito democratico (Pd) e la segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil.
Mentre si fa strada l'ipotesi fiducia, il nodo più difficile da districare resta quello dell'articolo 18, sul quale i sindacati da una parte, e Matteo Renzi dall'altra, non vogliono mollare.
RENZI: «CANCELLO IL CO.CO.PRO». Intervistato da Repubblica, il presidente del Consiglio ha detto che «o c'è per tutti o non c'è per nessuno. Va tenuto solo per i casi di discriminazione».
Ospite a Che tempo che fa ha rincarato la dose: «L'unica azienda al di sopra dei 15 dipendenti che non ha l'articolo 18 sa qual è? Il sindacato, che poi ci viene a fare la lezione». Quindi ha preannunciato che, proprio in occasione della direzione al Nazareno, «dirò che cancelliamo i co.co.pro».

Chiti all'attacco: «Dalla maggioranza proposte incoerenti»

All'interno del Pd la tensione è alta. L'attacco alla maggioranza del partito arriva dal senatore Vannino Chiti: «Paolo Gentiloni, una persona che stimo molto, ricorda alla minoranza Pd che è norma sulle scelte adeguarsi alla volontà della maggioranza. È vero, ma a una condizione: che le scelte proposte siano coerenti con i valori costitutivi di un partito».
«Nel nostro caso, quello sul lavoro», ha proseguito, «a me non sembra che sia così. Le proposte che fino ad ora avanza la maggioranza non appaiono compatibili con una sinistra plurale moderna, quale il Pd dovrebbe essere».
«PD A RISCHIO LACERAZIONE». Esistono solo due strade, per Chiti: «Non sono uguali e spetta alla maggioranza la responsabilità di decidere quale delle delle due seguire. Può scegliere, come è possibile e giusto, una mediazione positiva con la sinistra interna, oppure procedere attraverso un'intesa con le destre. In quest'ultimo caso», ha concluso, «sarebbe pura illusione immaginarsi che tutto continui come se niente fosse. Ne seguirebbe, temo, una lacerazione politica profonda grave per il Pd, il governo, il Paese».

Bersani getta acqua sul fuoco. Mentre Camusso...

A buttare acqua sul fuoco ci ha pensato l'ex segretario Pierluigi Bersani: «Stia tranquillo, Renzi, stia sereno», escludendo poi un rischio scissione nel partito: «Non esiste proprio», ha aggiunto.
A giudizio di Bersani - alla vigilia di una direzione del Pd agitata anche dalle parole di Pippo Civati - «bisogna rispettare le opinioni, non si può dire prendere o lasciare, chi ha responsabilità di dirigere deve cercare una sintesi. Prendere o lasciare sull'articolo 18? Non esiste».
SINDACATI IN CERCA DI INTESA. A cercare una sintesi, oltra al Pd, sono i sindacati, che sempre il 29 settembre hanno in agenda una segreteria unitaria per cercare l'intesa sulla linea da seguire.
Susanna Camusso, segretario della Cgil, sull'articolo 18 non arretra: «Abbiamo registrato che il governo non pensa di avere relazioni con le organizzazioni sindacali».
Non ascolta nessuna parte sociale? «Non credo sia così», ha risposto Camusso, «Da Confindustria riceve documenti e ne recepisce i suggerimenti».

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