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POLITICA 28 Settembre Set 2014 2124 28 settembre 2014

Renzi: «Cancelliamo il co.co.pro»

Il premier alla vigilia della direzione Pd: «Non accetto lezioni dai sindacati».

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Dopo giorni di scontri, con la minoranza del suo partito e con i sindacati, Matteo Renzi va in tivù per mettere le cose in chiaro alla vigilia di un giorno cruciale per la riforma del lavoro, con la direzione Pd in agenda e la segreteria unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Sul piatto tanti annunci, uno su tutti.
Il 29 settembre, al Nazareno, «dirò che cancelliamo i co.co.pro e tutte quelle forme di collaborazione che hanno fatto del precariato» la forma prevalente del lavoro, ha detto il premier ospite a Che tempo che fa.
LA FRECCIATA AI SINDACATI. Quanto all'articolo 18, «quando hai un disoccupato non devi fare una battaglia ideologica, ma devi fare in modo che trovi un lavoro». «Non so quanti conoscono come funziona l'articolo 18, pretende di dare la garanzia del reintegro. Ora tutela solo una parte delle persone. Io vorrei cercare di far capire che il mondo del lavoro è cambiato», ha detto Renzi. «L'imprenditore non è uno cattivo, deve avere diritto di licenziare». Poi la frecciata ai sindacati: «L'unica impresa che sta sopra i 15 dipendenti e non ha l'articolo 18 sa qual è? Il sindacato, che poi ci viene a fare la lezione».
«SINISTRA AFFEZIONATA ALLA MEMORIA». Dai sindacati alla minoranza Pd, i toni restano duri: «Capisco che parte della sinistra è affezionata alla memoria, ma la memoria senza speranza è un museo delle cere».
«La sinistra che sogno è quella che dà opportunità, non quella degli opportunisti, non quella che gode al pensiero di stare inchiodati al 25% e gode a parlare fra di noi e non degli italiani», ha aggiunto. «In Europa mi ritengono di sinistra, ma in Italia no».
Il premier ha poi invitato Silvio Berlusconi a «fare in fretta» e rispettare «l'accordo sulle riforme»: «Forza Italia non deve continuare a girarci intorno. Brunetta non può alzarsi ogni mattina e dire una cosa sua».
1,5 MILIARDI PER GLI AMMORTIZZATORI. Capitolo Legge di Stabilità. Renzi ha annunciato 1,5 miliardi di euro per gli ammortizzatori («Ne ho parlato con Poletti e Padoan questa mattina»): in tutto dovrebbe trattarsi di «un'operazione da circa 20 miliardi di euro o e non un centesimo di più tasse».
Oltre alla conferma del bonus di 80 euro, il premier ha detto di considerare l'ipotesi di «mettere il Tfr mensilmente in busta paga: è complicato, ma se trovassimo il modo di dare liquidità alle piccole e medie imprese» potrebbe essere una soluzione.
«NON SONO UNA MARIONETTA DEI POTERI FORTI». Chiusura dedicata agli ormai celebri «poteri forti» che Renzi, intervistato da Repubblica, ha spiegato di avere contro: «Possono anche mandarmi a casa domani mattina», ha detto, «ma non pensino di telecomandarmi come una marionetta».

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