Aula Camera 120717121001
SVOLTA 29 Settembre Set 2014 2158 29 settembre 2014

Camera e Senato, pronti i tetti retributivi

Via libera atteso il 30 settembre. Previsto un limite massimo di 240 mila euro.

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L'aula della Camera.

Alla Camera e al Senato sono in arrivo i tetti e i sottotetti retributivi. Per le 11 del 30 settembre sono stati convocati in contemporanea gli uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama, che dovrebbero dare il via libera a quella che si presenta come una riforma complessiva del sistema retributivo del personale in servizio di Camera e Senato. Una riforma, quella che arriva sotto forma di tetti e sottotetti stipendiali, destinata a colpire tutti i lavoratori, ma che non piace per niente alle 21 sigle sindacali che rappresentano circa 800 dipendenti di Palazzo Madama e i quasi 1.300 di Montecitorio.
I SINDACATI NON FIRMANO. I sindacati non hanno firmato l'intesa proposta dai Comitati per gli affari del personale dei due rami del parlamento, ed è prevedibile che chiedano di essere auditi nel corso delle riunioni del 30. Ma se alla fine la politica deciderà, all'unanimità o meno, il risparmio determinato da questa riforma, che alla Camera ha un impatto sulle buste paga di 515 lavoratori, quasi un terzo del totale, a Montecitorio si risparmieranno in quattro anni più di 60 milioni, circa 37 al Senato. In totale 97 milioni in quattro anni.
TETTO MASSIMO A 240 MILA EURO. Il tetto massimo per le retribuzioni di chi lavora in parlamento dovrebbe essere fissato, in analogia con quanto previsto per il pubblico impiego, in 240 mila euro al netto delle indennità di funzione (che in questa legislatura sono state ridotte fino al 70%) e degli oneri previdenziali. Alla Camera oggi sforano i tetti circa 80 persone, in prevalenza consiglieri parlamentari, come si chiamano i dirigenti dell'amministrazione di Montecitorio. Tetti stipendiali (contestati da alcuni sindacati pronti ad agitare carte bollate) ci saranno in proporzione per tutte le categorie. La 'linea del Piave' sarà determinata dalla retribuzione percepita per ogni categoria al 23esimo anno di servizio. Se passerà il piano, in quattro anni tutti gli stipendi dovranno scendere per scaglioni annuali fino al tetto determinato per la categoria, mentre chi non ci arriva ancora vedrà il proprio stipendio fermarsi non appena raggiunta la propria soglia di riferimento.

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