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EUROPA 29 Settembre Set 2014 0635 29 settembre 2014

Commissione Ue, commissari sotto esame

Iniziano le audizioni. Sotto tiro il britannico Lord Hill e lo spagnolo Cañete.

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da Bruxelles

Il presidente della Commissione Ue in pectore Jean-Claude Juncker.

Gli esami non finiscono mai. Ma per i commissari designati dal nuovo capo dell'esecutivo europeo Jean-Claude Juncker, devono ancora iniziare. E per alcuni potrebbero concludersi con una 'bocciatura' anticipata da parte del parlamento ancora prima che questo nella plenaria del 22 ottobre a Strasburgo voti l'intero esecutivo (per passare è necessaria la maggioranza dei voti espressi), così come vuole il Trattato di Maastricht, che dal 1993 ha conferito all'Aula il potere di approvare la Commissione.
LA SETTIMANA DI AUDIZIONI. Decisiva è infatti la settimana dal 29 settembre al 7 ottobre, quando tutti i 27 dovranno sostenere una audizione davanti alla commissione parlamentare competente, incaricata di esprimere un parere favorevole o contraria alla loro nomina.
Un passaggio obbligato, il cui esito non è scontato. Soprattutto per alcuni commissari verso i quali diversi gruppi politici hanno già espresso preoccupazione all'indomani della designazione da parte di Juncker. Tra questi ci sono l’ungherese Tibor Navracsics, commissario all'Educazione, Cultura e giovani; il britannico Jonathan Hill (Stabilità finanziaria, Servizi finanziari e Mercati); lo spagnolo Miguel Arias Cañete (Energia e Clima) e la slovena, Alenka Bratusek, vicepresidente per l'Unione dell'energia.
CONFLITTO DI INTERESSI. Solitamente la critica principale mossa ai candidati era la mancanza di conoscenze specialistiche sul loro portafoglio, nonché la loro riluttanza a prendere impegni. Ma questa volta i commissari rischiano di scivolare sul conflitto di interessi.
Fino all'ultimo il parlamento ha intenzione di essere rassicurato su più fronti a partire da quelli più critici come Unione bancaria, interpretazione della disciplina di bilancio, decisioni dell'antitrust. Argomenti su cui i commissari che si occuperano dei portafogli economici sono già stati “interrogati”. Il parlamento ha sottoposto a tutti i 27 un questionario scritto, che sarà la base per elaborare le 45 domande che verranno poste a ogni candidato durante le audizioni.

I conti non tornano: Hill sotto tiro, Moscovici e Katainen messi alle strette

Lord Hill, candidato inglese alla Commissione europea.

«Tutte le audizioni saranno dure, ma probabilmente quella di Hill sarà una di quelle più vivaci», ha spiegato l'eurodeputato italiano Roberto Gualtieri, presidente della Commissione per gli Affari economici incaricata di condurre le audizioni ai cinque commissari economici: oltre a Hill, Pierre Moscovici responsabile di Affari economici, Margrethe Vestager alla Concorrenza, Jyrki Katainen vicepresidente per Crescita, Lavoro e Investimenti, e Valdis Dombrovskis, vicepresidente incaricato dell'Euro e del Dialogo sociale.
UNIONE BANCARIA BOLLENTE. In particolare a essere sotto esame è però Lord Hill: l'obiettivo è capire come intende portare avanti il dossier Unione bancaria, visto che il Regno Unito si è chiamato fuori. E poi come riuscirà a preservare la sua indipendenza sui servizi finanziari e l'equilibrio tra Paesi euro e non-euro.
Secondo l'europarlamentare tedesco dei Verdi, Sven Giegold, «Hill è un candidato in violazione del trattato Ue, nel quale è sottolineato che i commissari devono dimostrare competenza, impegno europeo e indipendenza».
DOMANDE GENERICHE. Nei questionari che il parlamento ha inviato ai futuri commissari, la maggior parte delle domande sono state generiche a partire dalla richiesta di ciò che li qualifica per il lavoro; ciò che li motiva; quali garanzie di indipendenza possono assicurare al parlamento europeo.
Ma in alcuni casi i quesiti sono stati più specifici. A Hill per esempio è stato chiesto di elencare «i principali obiettivi politici per la futura regolamentazione del settore finanziario» e se prevede di completare la cosiddetta unione bancaria, data la posizione del Regno Unito. La paura è infatti che il commissario agevoli la politica nazionale a scapito di quella comunitaria. Tuttavia, nonostante le riserve nei confronti del commissario inglese, «è difficile che venga respinto», ha spiegato Giegold. «Visto il momento politico, i due gruppi più grandi del parlamento potrebbero stringere un accordo per accettare Hill e non turbare o isolare il Regno Unito».
MOSCOVICI QUASI SALVO. A non rischiare una bocciatura vera e propria ma un ammonimento è anche Moscovici. Per quanto sia appoggiato dai socialisti, l'ex ministro alle Finanze francese non è infatti visto di buon occhio dai parlamentari dei Paesi rigoristi e dal centrodestra che, pur rassicurato dalla presenza di supervisore del falco finlandese Katainen (Ppe), temono uno sbilanciamento nei confronti della flessibilità.
Per questo la Commissione parlamentare Econ, che Moscovici ha più volte disertato quando era ministro in carica a Parigi, cercherà di avere delle rassicurazioni per quanto riguarda il controllo del deficit e il rispetto delle regole per il debito (rassicurazioni che il francese ha già anticipato il 26 settembre).
Per iscritto i parlamentari hanno già sottoposto Moscovici a un 'test' sulla disciplina di bilancio chiedendgoli come ha intenzione di attuare la normativa rafforzata dell'Ue in materia di deficit, debito e squilibri macreconomici.
IL FALCO SOTTO TIRO. Se Moscovici sarà messo alle strette dai rigoristi, sono i socialisti e i verdi a svolgere lo stesso ruolo di controllo nei confronti del falco Jyrki Katainen. All'ex primo ministro finlandese, attuale commissario ad interim degli Affari economici, sarà chiesto come, in qualità di vicepresidente per l'Occupazione, la Crescita, gli Investimenti e la Competitività, gestirà il lavoro con i commissari per l'economia (Moscovici) e per l'occupazione (Marianne Thyssen).
L'obiettivo è capire la sua posizione riguardo la flessibilità, in particolare la disoccupazione giovanile, che colpisce diversi Stati membri. E come ha intenzione di lavorare per trovare i 300 miliardi di euro annunciati dal Juncker per il piano di investimenti.

Cañete e i guai con il conflitto di interesse

Miguel Arias Cañete.

Se dal punto di vista delle questioni economiche per i parlamentari i conti non tornano, quando si parla del portafoglio Energia il rischio è quello di un conflitto di interessi più che nazionale, personale. Al momento della nomina, lo spagnolo Cañete era infatti ancora in possesso di azioni di società petrolifere, che ha poi provveduto a vendere.
VERDI SUL PIEDE DI GUERRA. Una rinuncia che però non ha convinto i verdi che in una lettera aperta hanno messo in evidenza i rischi. «Sua moglie, figlio e cognato rimangono o azionisti o membri del consiglio di queste aziende», è stata la denuncia.
Un conflitto di interesse non del tutto risolto quindi. Per questo nel questionario di Cañete, i deputati hanno chiesto allo spagnolo «come farà a garantire personalmente la buona qualità delle proposte legislative, la piena trasparenza delle attività di lobbismo, e la consultazione costante ed equilibrata di tutti le parti interessate tenendo conto anche della necessità di effettuare valutazioni d'impatto approfondite».
L'UNGHERESE NEL MIRINO. A non convincere è anche l'ungherese Navracsics a cui Juncker ha affidato il portafoglio Cultura. E che a Bruxelles danno già come il commissario 'da sacrificare' nel caso il parlamento decidesse di far sentire la sua voce e chiedere a Juncker di cambiare almeno un commissario.
«La candidatura di Navracsics è politicamente controversa, se facciamo riferimento alla sua presenza nel governo Orban, richiamato criticamente dal parlamento europeo e dalla precedente Commissione sui temi della libertà di informazione e dei media. Dovrà dare risposte esaurienti», ha sottolineato Silvia Costa, la presidente della commissione Cultura, che dovrà esaminarlo.
I parlamentari vogliono sapere come farà a «contribuire allo sviluppo della cittadinanza europea, tenendo pienamente conto della Carta dei diritti fondamentali». E ancora «Quali misure concrete vorrebbe adottare al fine di promuovere la partecipazione democratica e di partecipazione civica, nonché una migliore comunicazione con i cittadini».
LA SLOVENA AUTONOMINATA. Infine a non destare entusiasmo è la candidata slovena Alenka Bratusek, accusata nel suo stesso Paese di essersi autocandidata nel momento in cui era primo ministro ad interim.
La sua nomina non è piaciuta ai popolari e ai socialisti, ma visto che appartiene ai liberali, la quarta famiglia più grande del parlamento, parte della coalizione di maggioranza, è difficile che venga fatta cadere. Soprattutto perché è una delle nove candidate donne che Juncker è riuscito a mettere nel suo collegio.



Giudizi, eventuali chiarimenti e voto: i passi verso la nomina

Bruxelles, il parlamento europeo.

Per conoscere il destino dei futuri commissari dopo gli esami parlamentari bisognerà aspettare la fine di tutte le audizioni. A quel punto, i coordinatori dei gruppi politici delle commissioni parlamentari competenti stileranno un giudizio sul candidato o, nel caso di dubbi, potranno chiedere ulteriori chiarimenti.
Se tra i gruppi non ci sarà unanimità sulle capacità del commissario, verrà riunita la commissione che dovrà votare il proprio appoggio o meno al candidato.
LE BOCCIATURE ECCELLENTI. Un'operazione che in passato ha portato alla bocciatura di Rocco Buttiglione e della lettone Ingrida Udre nel 2004, nonchè della bulgara Rumiana Jeleva nel 2009.
Il 7 ottobre ci sarà quindi una valutazione generale delle commissioni e, successivamente, dei diversi gruppi politici. Tutti i giudizi finiranno sul tavolo della Conferenza dei presidenti il 9 ottobre e, se non ci saranno problemi, la nuova Commissione Juncker verrà votata per maggioranza semplice il 22 ottobre a Strasburgo.

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