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LAVORO 29 Settembre Set 2014 1221 29 settembre 2014

Jobs Act, Pietro Grasso: «Il Parlamento troverà un accordo»

Il presidente del Senato è fiducioso nel superamento delle polemiche sull'art 18.

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Il presidente del Senato Pietro Grasso.

Pietro Grasso si è mostrato fiducioso sul destino del Jobs Act di Matteo Renzi, nonostante la prevista abolizione dell'art. 18 sia travolta da numerose polemiche da parte dell'opposizione, dei sindacati e all'interno dello stesso partito del presidente del Consiglio. «Penso che si troverà una soluzione equilibrata attraverso l'esame del parlamento», ha dichiarato il presidente del Senato davanti a centinaia di studenti del Collegio San Carlo di Milano al termine di una lezione sulla Costituzione, dove poi ha risposto ad alcune domande sull'incerta prospettiva sociale per i giovani.
«URGE RIFORMA CHE RISOLVA LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE». «Questo è il momento in cui bisogna fare qualcosa» per il lavoro, sul cui «mercato è importante fare una riforma che riesca davvero a risolvere il problema principale del Paese, la disoccupazione giovanile», ha continuato Grasso.
«Adesso», ha poi spiegato parlando del contestatissimo Articolo 18, «la polemica è tutta incentrata sulla flessibilità in uscita ma questa deve essere calibrata sulla flessibilità in entrata».
«DEVONO AUMENTARE GLI INVESTIMENTI». Secondo Grasso, infatti, «il problema del lavoro non è di contratti ma anche di fiscalità». «Perché un'impresa dovrebbe assumere», ha aggiunto, «se non aumenta la domanda? È un circolo vizioso che deve diventare virtuoso, dovrebbero ripartire i consumi e la domanda: tutto questo può avvenire solo attraverso gli investimenti». Del resto, ha quindi concluso il presidente del Senato, «il problema del lavoro bisogna considerarlo in un complesso generale, nel quale c'è, per esempio, anche il problema della giustizia civile».

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