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OPPOSIZIONE DEM 29 Settembre Set 2014 2026 29 settembre 2014

Pd, D'Alema: «Renzi? Scarsissimi effetti e troppi slogan»

L'appello: «Meno spot, più riflessioni». Bersani duro: «No al metodo Boffo».

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Massimo D'Alema.

Uno dei 'grandi nemici' interni del premier è l'uomo coi baffetti. Dopo stilettate a distanza e reciproche accuse, Massimo D'Alema ha replicato direttamente al segretario del Partito democratico Matteo Renzi durante la Direzione sul lavoro. E non sono state parole tenere per l'esecutivo: «Penso con sincero apprezzamento per l'oratoria che è un impianto di governo destinato a produrre scarsissimi effetti. E questo comincia a essere percepito nella parte più qualificata dell'opinione pubblica. Meno slogan, meno spot e un'azione di governo più riflettuta credo possa essere la via per ottenere maggiori risultati».
«ART.18 CAMBIATO DUE ANNI FA». Nel merito dell'articolo 18, D'Alema ha bacchettato Renzi: «Abbiamo sentito parlare di tabù di 44 anni e invece la norma è stata riformata due anni fa e in un Paese ben regolato cambiare la normativa ogni due anni non è un cosa saggia. La legge Fornero prevedeva un monitoraggio degli effetti che a ora non è stato compiuto e che sarebbe una premessa indispensabile anche perché l'art.18 non esiste più, ma esiste una tutela residuale esclusiva a casi di gravissima illegittimità».
BERSANI: «NO AL METODO BOFFO». Un altro dei vecchi oppositori di Renzi è l'ex rivale di primarie Pier Luigi Bersani. Che ha scomodato addirittura l'uso della 'macchina del fango': «Cerchiamo di raffreddarci un po' la testa perché abbiamo i problemi dell'Italia da affrontare. Io dico la mia che non è di quello del 25%, del conservatore o di uno che cerca la rivincita o gioca la partita della vita. Attenzione: noi andiamo sull'orlo del baratro non per l'art.18, ma per il metodo Boffo, uno deve potere dire la sua senza che gli si tolga la dignità e io voglio discutere prima che ci sia un prendere o lasciare».
CIVATI: «RENZI DICE COSE DI DESTRA». Anche Pippo Civati, nel suo intervento, non ha risparmiato critiche: «Ieri sera in tivù ho visto un premier che diceva cose di destra, simili a quello che diceva la destra 10 anni fa».
E ancora: «Voglio un contratto unico che sia unico, non aggirabile», ha sottolineato.
«Quali le risorse? Avrei voluto vedere un file Excel come quello che Renzi chiedeva a Letta all'inizio di questa storia».
Infine la richiesta di capire «se qualche emendamento delle terribili minoranze vedrà il favore del gruppo Pd, perché anche su questo si vede il passo della mediazione».

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