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TAGLI 30 Settembre Set 2014 1400 30 settembre 2014

Camera, sì a tetto stipendi di 240 mila euro

Via libera dell'ufficio di presidenza di Montecitorio. I dipendenti protestano.

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Il presidente della Camera, Laura Boldrini.

Via libera dell'ufficio di presidenza della Camera alla riforma del sistema retributivo del personale in servizio a Montecitorio. Il piano, che introduce il tetto massimo a 240 mila euro e sottotetti retributivi per tutte le categorie è stato approvato con 13 sì, 5 astenuti.
In particolare, si sono astenuti i tre componenti dell'Ufficio di presidenza di M5s, Davide Caparini della Lega e Stefano Dambruoso di Sc. A non partecipare al voto sono stati Simone Baldelli di Fi e Edmondo Cirielli di Fdi.
SINDACATI IN PROTESTA. I sindacati dei lavoratori di Montecitorio, che martedì 30 settembre sono stati uditi dall'Ufficio di presidenza, hanno contestato la decisione. «È falso dire che non ci sentiamo in dovere di fare la nostra parte», hanno speigato. «La possibilità di discutere le nostre proposte ci è stata completamente negata, come quella di avanzare controproposte», hanno proseguito. «Risulta incomprensibile soprattutto la ragione per la quale si vorrebbe negare un trattamento analogo a quello applicato ai dipendenti del Quirinale (tetto di 240 mila euro e contributi straorinari) il cui recepimento è stato pure richiesto dalla stragrande maggioranza delle organizzazioni sindacali».
Per questo, i sindacati hanno chiesto «un ripensamento che coniughi la comune esigenza di rigore con la necessità di preservare l'efficienza dell'amministrazione della Camera e il rispetto dell'ordinamento giuridico vigente».

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