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CULTURA 30 Settembre Set 2014 0800 30 settembre 2014

Indonesia, la svolta heavy metal di Widodo

Prima il rock era vietato. Ora a Giacarta è tornato di moda. Grazie al presidente.

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Il neopresidente Joko Widodo: il 53enne è stato eletto ufficialmente capo dello Stato il 22 luglio.

Il più grande Paese islamico del mondo si prepara a una svolta. Meno sharia e più heavy metal.
Le atrocità commesse dallo Stato islamico (Is) in Iraq e Siria hanno fatto prepotentemente tornare pregiudizi riguardo la religione musulmana e hanno fatto riemergere l'aspetto più radicale ed estremista dell'Islam. Ma questo ha fatto passare sotto silenzio il deciso cambio di direzione compiuto da quello che è il più grande Paese islamico del mondo, l'Indonesia.
La nazione asiatica di 240 milioni di abitanti, di cui l'86% seguaci di Maometto, il 22 luglio ha eletto come suo nuovo presidente Joko Widodo.
WIDODO CAPO DELLO STATO. Detto «l'uomo del popolo» e chiamato da tutti con il soprannome «Jokowi», il neocapo dello Stato è un 53enne che ha trascorso un'infanzia in povertà riuscendo a ottenere una laurea da ingegnere.
Si è dato poi alla politica ed è stato sindaco della città di Solo e poi governatore della regione di Giacarta, conquistandosi una popolarità crescente per la sua trasparenza, la sua capacità di gestire le crisi e la sua efficienza nell'alleggerire la burocrazia.
PASSIONE PER L'HEAVY METAL. Le cronache, però, lo presentano anche come un estremista. Non politico, né tantomeno religioso, ma musicale. È un fan dichiarato, e quasi sfacciato, dell'heavy metal e si è proclamato amante di band quali Megadeth, Metallica, Lamb of God, ma pure di un gruppo assai più invasato come i Napalm Death.
La notizia potrebbe essere solo una curiosità, ma sotto c'è qualcosa di sostanziale.

La crociata dei Paesi islamici del Sud Est asiatico contro la musica

Widodo s'è detto fan di band come Megadeth, Metallica e Lamb of God.

Il pop, il rock e in particolare l'heavy metal e il punk in molti Paesi islamici del Sud Est asiatico sono stati messi sotto accusa e i musicisti sono stati di frequente minacciati e messi in difficoltà da movimenti e da fanatici religiosi.
Nel dicembre 2011 fece scalpore la notizia dell'arresto e della condanna a un periodo di rieducazione per decine di ragazzi colpevoli solo di aver partecipato a un festival punk.
LADY GAGA NEL MIRINO. L'episodio era accaduto nella regione di Aceh, dove le autorità locali seguono la legge coranica della sharia.
Pochi mesi dopo Lady Gaga era stata costretta a cancellare un concerto sold out a Giacarta per le minacce ricevute dalla formazione radicale del Fronte di difesa dell’Islam.
Episodi di discriminazioni e di insulti si sono ripetuti nei confronti dei maggiori artisti locali tra cui le rock band Nidji e Seringai.
TUTELA DELLA MORALE. «C'è chi vede la censura come un metodo per elevare la morale degli indonesiani», ha detto Ricky Siahaan, chitarrista dei Seringai. «Noi pensiamo che educare i giovani sia meglio che bloccare l'informazione. Qui invece stanno anche oscurando internet guidando gli utenti da siti sconvenienti ad altri considerati 'salutari'». Ma molte cose stanno evolvendosi.
VOTI AL NEOPRESIDENTE. Giacarta è una megalopoli da 10 milioni di abitanti di cui quasi la metà sono giovani sotto i 20 anni. Sono ragazzi che vivono sul web (la città è una delle capitali mondiali di Twitter) e adorano il rock.
«I tempi sono diversi», ha spiegato Arian 13, cantante e leader dei Seringai. «Quando frequentavo la scuola superiore non si poteva parlare di politica. Si rischiava di sparire per sempre. Ora ci sono i social network».
La band, che unisce influenze metal e punk e che cita tra i modelli Black Sabbath, Motorhead e Black Flag, ha quasi 700 mila seguaci su Facebook e si è schierata apertamente per l'elezione di Joko Widodo.

Battuto l'ex generale grazie (anche) al sostegno dei più giovani

In Indonesia un terzo della popolazione vive con 2 dollari al giorno.

Il neopresidente - entra ufficialmente in carica il 20 ottobre - è stato eletto grazie al voto dei giovani e di chi chiede al sistema un cambiamento. È un candidato che non appartiene né alle élite politico-economiche né ai ranghi militari e ha sconfitto alle urne Prabowo Subianto un ex generale ancora legato alle violazioni dei diritti umani del regime di Suharto conclusosi nel 1998.
IL DONO DEI METALLICA. Di certo la musica cambierà. «Jokowi», che sfoggia senza paura di censure le sue t-shirt da metallaro, qualche tempo fa ricevette in dono dal bassista dei Metallica Robert Trujillo, un basso. Un trofeo ambitissimo, ma a cui dovette rinunciare, perché essendo un governatore dalla fama di nemico della corruzione non poteva accettare doni costosi.
STUPORE DEI NAPALM DEATH. L'idea che un loro fan guidi un Paese da 230 milioni di persone ha lasciato di stucco Barney Greenway, leader della band Napalm Death.
La formazione, sulle scene dagli Anni 80, ha firmato alcuni degli album più estremi della storia del metal creando un genere chiamato grindcore e si è sempre professata anti-sistema e anarchica.
«Ho sentito che c'era un candidato nostro fan qualche mese fa», ha detto Greenway alla rivista Billboard, «ai tempi ci risi sopra. Era un outsider, ma improvvisamente è diventato il favorito e ha vinto».
L'UOMO DEGLI SLUM. Poi ha aggiunto: «È davvero curioso. Chiunque ci conosca sa quale è il nostro atteggiamento nei confronti dei meccanismi della politica. Abbiamo suonato in Indonesia in passato dove abbiamo scoperto di avere molti fan. È un Paese in cui c'è molto da fare. Widodo è uno che viene dagli slum e questo è senza dubbio notevole».
Non ha nascosto l'entusiasmo neppure Randy Blythe cantante dei Lamb of God che ha salutato in un tweet il «primo presidente metallaro».
LA SFIDA DI JOKOWI. La sfida di Widodo inizia adesso: l'Indonesia è un Paese complesso, sparpagliato in un arcipelago che unisce in un'unica nazione tradizioni e culture diverse.
Più di un terzo della popolazione vive con meno di due dollari al giorno. L'economia va a rilento. Il neopresidente ha promesso uno Stato con meno corruzione, con più sanità pubblica e un'istruzione migliore.
Intanto un punto non dichiarato nel suo programma pare già realizzato: più metal per tutti.

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