CENTRODESTRA 30 Settembre Set 2014 1530 30 settembre 2014

Pascale pro-gay e le strategie di Berlusconi

La lotta di Francesca azzoppa i pasdaran di Fi. Pure sulle primarie.

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C’è già chi lo chiama il «partito Francesca» o, per voler essere più istituzionali, il «partito Pascale». Una forza che nel suo prossimo programma proporrà - molto probabilmente - anche matrimoni e adozioni per le coppie omossessuali.
ADDIO ALL'OMOFOBIA DI B. Sono lontani i tempi in cui Silvio Berlusconi diceva che è «meglio essere appassionati di belle ragazze che gay» o che «il centrodestra è ancorato ai valori cattolici della famiglia e respinge le ipotesi dei matrimoni gay avanzate dalla sinistra». Gli anni passano, i voti calano e le strategie elettorali hanno bisogno di un maquillage, anche facendo un’inversione a 360 gradi.
Ecco dunque arrivare sulla scena Francesca, che in Forza Italia non ha alcun ruolo formale ma che sta scalando il resuscitato partito dell’ex Cav come un politico navigato.
LA DICHIARAZIONE AL GAY VILLAGE. L’ultimo jolly Pascale l’ha tirato fuori dal mazzo sabato 27 settembre dal palco del Gay Village di Roma. «Il tempo sta per scadere e l’Italia non può continuare ad essere un Paese bigotto», ha scandito con a fianco Vladimir Luxuria, «sono a favore dei matrimoni gay e delle adozioni per le persone omosessuali».

Francesca, arma contro i pasdaran azzurri

Francesca Pascale con Vladimir Luxuria.

Una novità nella forma ma non certo nella sostanza, visto che nei mesi scorsi la compagna dell’ex presidente del Consiglio si era iscritta prima all’Arcigay e poi a GayLib, le due più importanti associazioni nazionali in difesa dei diritti degli omosessuali. «Mi sto battendo per l’uguaglianza fra le persone a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere» perché «siamo tutti sotto lo stesso cielo», va dicendo lei con aria da statista.
SFIDA AI FALCHI. Al momento l’obiettivo che sta dietro a questa mossa sembra però un altro: spezzare le ali ai cosiddetti «falchi», quelli che all’interno del partito, fra le altre cose, continuano coriacemente ad opporsi all'accordo sulle riforme stretto fra Matteo Renzi e lo stesso Berlusconi.
In cima alla lista ci sono Daniela Santanchè e Raffaele Fitto, due dei più forti nemici del patto del Nazareno.
CONTRO SANTANCHÈ E FITTO. La prima, che ha definito Renzi «un misto fra Mussolini e Grillo», è stata paragonata da Pascale a Crudelia De Mon, la cattiva de La carica del 101. «Gli italiani che vogliono più diritti per gli omosessuali sono il 78%, lei è portatrice di un’ideologia contorta che sta facendo marcire la società», la attaccò la fidanzata di Berlusconi nel giorno dell’iscrizione all’Arcigay.
Ora i motivi dello scontro sono altri. Come dimostra anche il caso dell’ex governatore della Puglia, le cui posizioni in materia sono note tanto che nell’agosto 2012 fu tra i firmatari di un documento, messo nero su bianco dai vari Gasparri, Quagliariello e Sacconi, per dire «no» al riconoscimento giuridico di matrimoni e unioni gay.

Pascale sponsor numero uno di Marina contro le primarie

Marina Berlusconi e Francesca Pascale, la fidanzata del padre Silvio.

C’è poi un’altra questione sul tavolo: quella della successione a Silvio Berlusconi. La componente fittiana, unita ad alcune altre anime sparse del centrodestra (come Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni), chiede a gran voce che il futuro leader della coalizione venga scelto attraverso le primarie.
Per Francesca, che in Campania è sempre più influente - il suo mentore, Fulvio Martusciello, è stato candidato ed eletto a Bruxelles alle Europee - l’erede perfetta è Marina che ha, parole sue, «qualità, grinta e persino una sensibilità superiore del Berlusconi che tanti italiani apprezzano».
SE IL VATICANO #CAMBIAVERSO. Nel frattempo la giovane first lady di Arcore continua a guadagnare posizioni all’interno del partito facendo leva sul fatto che in tema di diritti civili, con il Vaticano che in parte ha «cambiato verso», sorpassare il premier a sinistra non sarà un’impresa troppo ardua.
Se infatti lei e Berlusconi si dicono favorevoli ai matrimoni fra persone dello stesso sesso, in modo più prudente Renzi pensa al modello tedesco della civil partnership che prevede, in sintesi, l’unione civile fra omosessuali, il riconoscimento di diritti e doveri assistenziali e fiscali ai contraenti di questa unione e la possibilità di adottare il figlio del partner se questi ne ha già uno.
L'ASSE CON VLADI CONTRO AGNESE. Lo slancio di Pascale ha dato il via ad un altro confronto, quello con Agnese Renzi. «Qualcuno di molto affidabile mi dice che sia la first lady a frenare il premier sui diritti», ha spiegato l’ex deputata di Rifondazione Comunista, Vladimir Luxuria, al Fatto Quotidiano parlando della moglie del numero uno di Palazzo Chigi. La stessa alla quale ha rivolto un appello anche Imma Battaglia, una delle leader del movimento Lgbt italiano, che ha chiesto a lei di pronunciarsi sull’argomento facendo da pontiere con il segretario del Pd.
CARFAGNA RIABILITATA. Per portare avanti il progetto sarà creato, come annunciato dalla stessa Pascale al Gay Village, un dipartimento sui Diritti civili che verrà affidato a Mara Carfagna. Francesca l’ha definita «il miglior ministro delle Pari opportunità che l’Italia abbia mai avuto», anche se nei mesi scorsi, quando Carfagna aveva deciso di sposare le tesi di Fitto, qualche occhiataccia non se la sono risparmiata.
Problemi che adesso sembrano essere finiti dentro a un cassetto. Perché Francesca punta a volare più in alto dei falchi.

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