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SICUREZZA 30 Settembre Set 2014 1355 30 settembre 2014

Polizia, primo sì alla pistola elettrica

Dl stadi, emendamento approvato in commissione. Ora tocca all'Aula.

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Un Taser.

Sì all'utilizzo in via sperimentale della pistola elettrica Taser da parte della polizia. È quanto previsto da un emendamento di Gregorio Fontana (Forza Italia) al decreto stadi approvato dalle commissioni Giustizia e Affari costituzionali della Camera. La parola passa ora all'Aula.
«NECESSARIE CAUTELE NEL TEST». L'emendamento è stato approvato dopo che il viceministro Filippo Bubbico, ne ha proposto una riformulazione. Questa prevede che la sperimentazione della pistola Taser debba avvenire «con le necessarie cautele per la salute e l'incolumità pubblica e secondo principi di precauzione e previa intesa con il ministro della salute».
Contraria Sinistra ecologia libertà, con Daniele Farina, mentre Emanuele Cozzolino (Movimento 5 stelle) ha detto che questo emendamento non avrebbe dovuto essere discusso in questo decreto.
FONTANA: «UN PRIMO PASSO». Soddisfazione da parte del promotore dell'emendamento, Fontana: «È stato fatto un primo passo verso l'introduzione del Taser come strumento in dotazione alle Forze dell'ordine. C'è da augurarsi che la condizione posta dalla riformulazione dell'emendamento non si trasformi in una manovra ostativa, verso un'operazione di ammodernamento tecnologico, di estrema utilità per gli operatori della sicurezza e per tutti i cittadini».
«RISCHI RIDOTTI PER POLIZIOTTI E CITTADINI». Fontana ha spiegato: «La pistola elettrica Taser, come è noto, è un'arma di dissuasione non letale: essa produce una scarica elettrica che rende la persona colpita inoffensiva per alcuni secondi, sufficienti alle forze dell'ordine per arrestarla. Il suo utilizzo, pertanto, contribuisce sia a ridurre i rischi per l'incolumità personale degli agenti sia a ridimensionare drasticamente il numero delle vittime nelle operazioni di pubblica sicurezza, come dimostra l'esperienza di molti Paesi avanzati, tra cui gli Stati Uniti, il Regno Unito, la Francia e la Svizzera».

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