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POLEMICA 1 Ottobre Ott 2014 1530 01 ottobre 2014

Tfr, Grillo: «Così le Pmi restano in mutande»

Il leader M5s contro il governo: «Padoan, ma chi ti ha dato la patente?».

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Beppe Grillo

Il Tfr in busta paga? Beppe Grillo è contrario. Il leader del Movimento 5 stelle l'ha spiegato sul suo blog: «Mentre il Paese precipita nel baratro della disoccupazione e della recessione, il governo gli dà una spintarella. Togliere il Tfr alle imprese vuol dire metterle in mutande e costringerle a rivolgersi al credito bancario per finanziarsi».
«NON C'È CREDITO». Grillo ha precisato: «Il Tfr è dei lavoratori e su questo siamo tutti d'accordo, ma in un momento di stretta creditizia, provate a chiedere un fido a una banca... (togliere alle pmi una parte consistente della cassa vuol dire strozzarle). Forse riusciranno a saldare i tfr, ma potrebbero chiudere il mese dopo per mancanza di liquidità».
«CONSUMI ORIENTATI SU BENI IMPORTATI». Per il leader pentastellato, «concentrarsi sulla possibilità di spesa, che in gran parte andrebbe ad acquisti legati all'importazione di beni dall'estero, invece che allo sviluppo delle Pmi e quindi dell'occupazione con la restituzione dei crediti alle imprese, l'abolizione dell'Irap, lo sfoltimento della burocrazia che impegna 45 giorni lavorativi e la diminuzione del carico fiscale ci si balocca con misure demagogiche».
Così Grillo ha chiuso con una domanda al ministro dell'Economia: «Padoan, ma chi ti ha dato la patente?».

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