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POLITICA 2 Ottobre Ott 2014 0923 02 ottobre 2014

Bersani: «Non prendo lezioni dai 101 traditori di Prodi»

L'ex segretario del Pd esclude una scissione. E rinnova la fiducia al governo.

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Pier Luigi Bersani.

Pier Luigi Bersani allontana lo spettro della spaccatura nel Partito democratico. «Scissione? Macché, io 'ste cose qua proprio non le concepisco. Mi vengono a dire, 'o lo condizioniamo da dentro il partito o ce ne andiamo per conto nostro'. No, io nel Pd ci sto dentro, non con due, ma con tre piedi, basta che non provino a insegnarmi come si sta nel partito quelli che hanno fatto parte dei 101 traditori, i franchi tiratori contro Prodi».
«SERVE FLESSIBILITÀ». «Far cadere il governo? Ma chi ci pensa, figuriamoci», ha aggiunto l'ex segretario del Pd, «piuttosto nel merito va detto che per fare quanto annunciato dal premier non bastano un miliardo e mezzo, questi sarebbero sufficienti per 150 mila persone...ne servirebbero almeno 5 o 6 di miliardi. Sono altre le cose di cui abbiamo bisogno: di una flessibilità funzionale come in Germania, tipo il contratto Ducati, che sappia affrontare i picchi e le crisi. Non mi dire 'l' imprenditore è libero di licenziare ma poi ci pensa lo Stato', quando sai di non poterlo mantenere qui in Italia». Quindi avverte: «Attenzione, da qui ad un anno rischiamo di prendere una musata come Pd».

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