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LEGGI 2 Ottobre Ott 2014 2137 02 ottobre 2014

Dl stadi, fiducia approvata alla Camera

Serie A e B devono pagare tra i 6 e gli 8 milioni. Le società si ribellano.

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Lo stadio San Paolo è stato costruito nel 1959 e ristrutturato nel 1990 in occasione del Mondiale.

Primo sì al decreto legge sugli stadi con il contributo dei club ai costi degli straordinari per la sicurezza. Il provvedimento ha ottenuto la fiducia della Camera con 323 sì, 168 no e 9 astenuti. Il via libera al testo è atteso per la mattina di martedì 7 ottobre, dopo l'esame degli ordini del giorno.
ESCLUSA LA SERRATA. Resta alto intanto l'allarme del mondo del calcio, anche se il 'barricadero' presidente del Palermo Zamparini ha allontanato l'ipotesi di una serrata: ma il 3 ottobre la Lega di A ha intenzione di convocare un'assemblea straordinaria per il 10 ottobre, unico argomento in discussione proprio la nuova 'tassa' sulla sicurezza.
L'affondo del premier Matteo Renzi ha avuto intanto il suo effetto, e così, una volta convertito in legge (entro il 21 ottobre), il provvedimento è destinato a ridisegnare il sistema.
PRELIEVO TRA L'1 E IL 3% DEI BIGLIETTI. Attualmente il testo prevede un prelievo tra l'1 e il 3% degli introiti da biglietteria: il principio non piace assolutamente al calcio, ma soprattutto se fosse limitato a serie A e B si tratterebbe di un cifra nell'ordine dei 6-8 milioni. Resta però la preoccupazione da allarme rosso da parte dei club, per una formula più severa che in teoria potrebbe ancora essere introdotta nel corso della discussione parlamentare: per i 25 milioni di straordinari attualmente pagati alle forze dell'ordine Renzi vorrebbe incidere direttamente sul fatturato (e si tratterebbe dell'1%).
FRONTE COMUNE TAVECCHIO-MALAGÒ. È l'ipotesi che il calcio vuole scongiurare a tutti i costi: le prime reazioni di tanti dirigenti sono state per la serrata, in effetti inutile. «È prematuro parlarne», ha detto il presidente della Federcalcio Carlo Tavecchio. Si cerca piuttosto un fronte comune per arrivare a un confronto col governo. Il presidente federale a breve potrebbe incontrare Giovanni Malagò, che ha già espresso il dissenso del Coni alla linea del governo.
«Ovviamente le società non possono essere contente», ha detto Tavecchio ricordando che le società di calcio già si sono fatte carico di notevoli sforzi economici per contribuire alla sicurezza: «Hanno già fatto i tornelli, hanno sistemato gli stadi, hanno messo gli steward».

Zamparini: «Una stupidata enorme»

Andrea Abodi.

Meno diplomatici il presidente della Lega di B, Andrea Abodi, e il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, a cui proprio non va giù il prelievo forzoso: il primo lo ha bollato come «demagogia insostenibile», il secondo come una «stupidata enorme».
ABODI: «DA NOI 1 MLD DI TASSE». «Far pagare ai club i costi degli straordinari delle forze di polizia per la sicurezza negli stadi è una cosa inaccettabile per un sistema che paga 1 miliardo di tasse», ha spiegato Abodi. Zamparini è stato ancora più diretto e ha detto che «se ne potrà discutere se lui (Renzi, ndr) e i politici si pagheranno le scorte. Ma io non sciopero, non l'ho mai fatto in vita mia. Non ci sarà nessuna serrata del calcio», ha chiarito.
Di tutt'altro tenore i commenti dei sindacati di polizia, che hanno ricordato come «per garantire la sicurezza in ogni singola giornata di campionato vengono impiegati migliaia di poliziotti e carabinieri, con un impegno particolarmente gravoso da parte dello Stato e che assorbe notevoli risorse».
SIAP E ANFP: «GIUSTO CHE I CLUB CONTRIBUISCANO». «Le società sportive, del resto, hanno aggiunto Siap e Anfp, «traggono lauti profitti dal regolare svolgimento delle partite. Riteniamo quindi equo che il 3% degli introiti derivanti dalla vendita dei titoli di accesso sia destinato a contribuire alle spese per la sicurezza negli stadi».
Un'equazione che non convince tutti se è vero, hanno sottolineato gli stessi sindacati, che se non dovesse esserci una norma ad hoc il contributo dei club rischierebbe di finire infatti nel 'Fondo riassegnazioni' gestito dal Tesoro e non al dipartimento di Pubblica sicurezza.
I FONDI POTREBBERO ANDARE A FINANZIARIE ALTRE SPESE. Il Fondo prevede la ridistribuzione degli introiti solo entro un determinato tetto, che il ministero dell'Interno ha però già superato. Il rischio quindi è che i contributi in eccesso restino nel Fondo e vadano a finanziare altri bilanci. L'approvazione del testo è attesa per il 7 ottobre, dopo l'esame degli ordini del giorno. Poi è il turno del Senato per essere convertito in legge: è lì che i club devono cercare di evitare la stangata, sottolineando come il calcio sia contribuente fedele e sostanzioso, alle prese con la crisi.

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