ANCORA IN PIAZZA 2 Ottobre Ott 2014 0800 02 ottobre 2014

Hong Kong, ultimatum degli studenti al governo

La protesta non si ferma: «Leung via entro il 2 ottobre. Altrimenti occupiamo tutto».

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Gli studenti di Hong Kong, forti dello straordinario successo di dieci giorni di scioperi e proteste, hanno lanciato il loro ultimatum al capo del governo (o chief executive) Chun-ying Leung.
Due dei leader della protesta hanno affermato che Leung ha tempo di dimettersi fino alla mezzanotte del 2 ottobre.
Poi, i giovani potrebbero occupare gli uffici governativi.
Ad annunciare quella che appare come una radicalizzazione della lotta, sono stati il primo ottobre i portavoce delle due principali organizzazioni studentesche del territorio: Lester Shum della Federazione degli studenti di Hong Kong e Agnes Chow di Scholarism. Tutti gli altri edifici pubblici sono a rischio.
RIUNIFICAZIONE LONTANA. Il modello sembra essere quello del 'movimento dei girasoli' di Taiwan che la scorsa primavera ha fatto tremare il mondo politico dell'isola e quello di Pechino, che vede allontanarsi la prospettiva della 'riunificazione' con quella che considera una provincia ribelle e che è autogovernata dal 1949.


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Da Pechino nessuna reazione. Il presidente Xi Jinping, affiancato dal 'grande vecchio' Jiang Zemin, si è limitato ad affermare che i dirigenti «non devono mai allontanarsi dal popolo», in quello che secondo alcuni potrebbe essere un riferimento ad Hong Kong.
Per il governo centrale, sbarazzarsi dell'estremamente impopolare Leung potrebbe essere un modo per uscire dall'impasse e fare almeno svuotare le strade di Hong Kong.
IN PIAZZA CONTRO LEUNG. Il quartiere Admiralty è stato invaso da famiglie con bambini e nonni venuti insieme a solidarizzare con i contestatori. A Central due giovani universitari hanno innalzato un 'muro della democrazia' simile a quello creato a Pechino negli Anni 80 dai dissidenti. Chi vuole può lasciare il suo messaggio, attaccando un foglietto al muro: la grande maggioranza sono contro Leung, con complicati giochi di parole come quelli nei quali viene definito '689' (il numero dei voti coi quali è stato eletto nel 2012 da un collegio elettorale di 1.200 membri).
IL RISCHIO: PARALISI TOTALE. L'ultimatum coincide con la fine delle vacanze e le 'nuove forme di lotta' delle quali hanno parlato i dirigenti studenteschi potrebbero preludere a una fine di 'Occupy Central', vale a dire l'occupazione permanente di alcune delle principali arterie della metropoli.

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