Massimo Alema 140828170235
MAMBO 2 Ottobre Ott 2014 1103 02 ottobre 2014

Perché a D'Alema & Co la scissione non conviene

La nuova spaccatura è sull'Art.18. Ma non c'è un elettorato pronto a seguire gli ex Ds. Che non saprebbero dove collocarsi.

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Massimo D'Alema.

Fin da quando è nato si parla di scissione nel Pd. Nei primi anni il tema era l'amalgama mal riuscito secondo la felice definizione dalemiana. Successivamente a ogni passaggio conflittuale si è pensato che i cosiddetti socialisti avrebbero abbandonato gli ex democristiani. Non è successo, si sono susseguiti gli scontri duri, anzi durissimi ma il Pd è rimasto unito.
ART. 18, LA NUOVA MICCIA. Questa volta si torna a parlare di scissione perché sull'articolo 18 sono successe scintille assai numerose e infiammate. Alcuni giornali di centrodestra dicono che D'Alema si stia dando un gran da fare per portare fuori dal Pd renziano le truppe, sparute o numerose nessun lo sa, della sinistra.
Sembra difficile che D'Alema organizzi una scissione preparandosi così all'ennesima sconvolgente autocritica della sua vita. Lo vedete che dopo aver detto che non doveva fare il premier dichiari che non doveva dare via libera al Pd? Nessun uomo politico sopravviverebbe, nel presente e nella storia, dopo queste dichiarazioni di errore.
L'altra considerazione porta a dire che il D'Alema scissionista farebbe un nuovo partito con quelle aree di sinistra che ha sempre disprezzato considerandole politicamente primitive.
NUOVA SINISTRA, MA CON CHI? Infine il D'Alema che si porta via l'argenteria non è sicuro di trovare la cassaforte adatta. Ci sono elettori che aspettano da lui questo segnale di riscossa? C'è davvero questo elettorato di sinistra che non vede l'ora di radunarsi e di contarsi?
Il tema della scissione, come si vede passando dalle parole ai fatti, appare campato per aria.
Solo che non bisogna dimenticare due cose. La prima è che le guerre scoppiano anche per caso quando si accumulano tante tensioni. Secondo che i toni di D'Alema verso Renzi e viceversa sono quelli di chi considera l'altro non un avversario ma un nemico della democrazia.
IL VIZIO DELLA CRIMINALIZZAZIONE. In area ex Ds ormai sono in tanti a chiedere di definire Renzi un leader di destra tout court. È visibilmente una cretinata. E soprattutto è il riemergere di un antico vizio della sinistra che criminalizza ciò che non approva e non capisce. È una posizione assurda anche perché avendo avuto in odio Prodi, avendo disprezzato Veltroni, avendo giudicato inaffidabile Amato a questa sinistra, liquidato pure Renzi, resta solo l'insurrezione. Che, a una certa età, può essere molto faticosa.

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