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AUDIZIONI 3 Ottobre Ott 2014 0600 03 ottobre 2014

Commissione Ue, Moscovici in bilico

Braccio di ferro tra Ppe e S&D per le nomine. Il francese in cambio di Cañete.

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da Bruxelles

Pierre Moscovici.

L'ha detto in francese, in inglese, ma soprattutto in tedesco: «Farò rispettare le regole». Pierre Moscovici ce l'ha messa tutta il 2 ottobre durante le audizioni al parlamento europeo per convincere le commissioni che si occupano di economia a esprimersi in suo favore. Ha giurato persino che sarà capace di dimenticare la sua nazionalità, quando sarà il momento di giudicare il deficit della Francia.
UNA STRADA IN SALITA. Ma per il commissario designato agli Affari economici la strada per palazzo Berlaymont è tutt'altro che spianata. Oltre a essere stato «commissariato» dallo stesso presidente dell'esecutivo Jean-Claude Juncker, che pur avendogli affidato l'importante portafogli gli ha affiancato due cani da guardia come Jyrki Katainen e Valdis Dombrovskis con i quali dovrà prendere tutte le decisione in modo collegiale, ora il francese è in ostaggio degli umori del parlamento.
Il banco di prova della Große Koalition tra socialisti democratici (S&D), popolari (Ppe) e liberali (Alde) sembra infatti essere proprio la sua nomina. Che insieme con quella dello spagnolo Miguel Arias Cañete, futuro commissario al Clima e all'Energia, potrebbe rimettere in discussione tutti gli equilibri politici stabiliti all'indomani delle elezioni europee.

Il Ppe attacca Moscovici dopo i dubbi su Cañete

Miguel Arias Cañete, commissario Ue designato per il Clima e l'Energia.

A Bruxelles è in corso un vero e proprio scambio di commissari. Da una parte il candidato spagnolo di centrodestra, dall'altra il francese di centrosinistra. Una trattativa iniziata la sera del primo ottobre dopo la difficile e controversa audizione di Cañete, criticato per il suo conflitto di interessi.
I deputati di centrosinistra hanno infatti più volte messo in discussione la sua idoneità a causa del fatto che nonostante abbia venduto le azioni di due imprese di stoccaggio di petrolio, ha ancora un cognato con interessi nel settore. Un affronto troppo grande per i popolari che contavano sull'appoggio dei socialisti in cambio del sostegno a Moscovici.
IL PRESSING AMBIENTALISTA. Ma in casa S&D «le pressioni, soprattutto da parte degli ambientalisti», spiegano in parlamento, non hanno permesso la neutralità che ci si aspettava.
Un gioco delle parti, quindi, che ha portato ad alzare il livello dello scontro.
Il Partito popolare è infatti sceso in campo in difesa dello spagnolo e di tutti gli altri suoi candidati. Prima attraverso una serie di messaggi in codice che sono rimbalzati su Twitter appena si è conclusa l'audizione di Cañete: «Il Ppe ha avvertito che getterà fuori Moscovici se la sinistra mette in discussione i suoi candidati alla Commissione». Poi in maniera sempre più ufficiale. Appena si è saputo che la decisione di sentire una seconda volta lo spagnolo era stata rinviata in attesa del verdetto della commissione giuridica sul suo conflitto di interessi, è scattata l'offensiva.
I POPOLARI AFFILANO LE ARMI. Così il 2 ottobre, quando è stato il turno del francese il Ppe ha affilato le armi: Pierre Moscovici è «difficilmente credibile, non ci ha convinto affatto».
All'Unione europea «non serve un Mr. Flessibilità», ha detto il tedesco Burkhard Balz (Cdu), coordinatore del Ppe nella commissione Econ, che commentando l'audizione dell'ex ministro francese delle Finanze candidato Mr. Euro ha aggiunto in una nota: «Non è riuscito a convincere il suo stesso governo a garantire il rispetto del Patto di stabilità e mettere in atto profonde riforme economiche. Come può essere capace di convincere 28 Paesi?».
BALZ: «MINISTRO DEBOLE». Il tedesco ha definito «estremamente deboli le risposte di Moscovici sul periodo in cui è stato ministro delle Finanze francese«. L'accusa è di «non aver mostrato alcuna visione sull'unione monetaria». Per questo il Ppe «chiede forti impegni verso il parlamento e un chiarimento sul portafoglio e il mandato».
Come a dire: se Cañete sarà messo in discussione, la stessa sorte toccherà a Moscovici.

I socialisti da soli in difesa di Mr Euro

Pierre Moscovici.

Il S&D ha subito creato un cordone sanitario attorno al suo candidato. «Quella di Moscovici è stata la migliore performance che abbiamo visto finora. Siamo convinti che sarà un ottimo commissario», ha commentato la portavoce socialista per gli Affari economici e monetari Elisa Ferreira a fine audizione.
I DUBBI DELL'ALDE. Un sostegno però molto debole perché non corroborato nemmeno dai liberali. Sylvie Goulard, portavoce del gruppo Alde, durante l'audizione si è mostrata molto scettica nei confronti della designazione di Moscovici. «Lei ha dato fiducia al governo Valls che dice che la Francia decide da sola. A chi dobbiamo credere?», ha chiesto riferendosi alla decisione di Parigi di rimandare il pareggio di bilancio al 2017.
IL GIALLO DEL COMMISSARIAMENTO. Inoltre Goulard ha chiesto chiarimenti anche a Juncker sulla veridicità di un documento trapelato a Bruxelles in base al quale i poteri del commissario francese per gli Affari economici e finanziari Moscovici sarebbero ridotti.
Secondo quanto riportato dal Financial Times le decisioni della Commissione relative alla zona euro e ai bilanci degli Stati membri «devono essere preparate e presentate» dal commissario per gli Affari economici «congiuntamente» con il vicepresidente Valdis Dombrovskis. Una postilla che nelle «lettere di missione» mandate da Juncker ai singoli commissari non era stata inserita.
«Chi è responsabile per le decisioni in materia di coordinamento e sorveglianza delle politiche economiche e di bilancio degli Stati membri?», ha chiesto Goulard in una nota. L'eurodeputata francese ha spiegato che la famiglia liberale non accetta che tali decisioni rimangano «dettagli pratici da risolvere in una fase successiva».
I RISCHI DI JUNCKER. «Juncker si è assunto un certo rischio», ha aggiunto, «nominando persone che hanno veramente bisogno di difendersi».
E a difendere Moscovici sembrano per ora rimasti solo i socialisti. Secondo quanto riportato dal portavoce del Ppe al parlamento Daniel Koster, «Ppe, Ecr, Alde, Efd, Verdi e Gue vogliono sentire Moscovici un'altra volta sottoponendolo a domande sia scritte che orali».
Alla fine, in extremis i gruppi parlamentari hanno deciso per un esame di 'riparazione' solo scritto, il cui esito resta comunque un'incognita. Insomma per ora, in attesa di una conferma ufficiale, Moscovici resta ostaggio del parlamento.

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