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CENTROSINISTRA 3 Ottobre Ott 2014 1448 03 ottobre 2014

Crollo tessere Pd, Bersani attacca

Iscritti a picco. L'ex leader: «Senza militanti non c'è partito». Guerini minimizza.

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Pier Luigi Bersani.

Quattrocento mila iscritti in meno in un anno sono un dato choc. E nemmeno l'eccellente risultato ottenuto alle recenti Europee può cancellare la preoccupazione. I dati arrivati sui tesseramenti hanno fatto scattare l'allarme all'interno del Partito democratico.
«Un partito fatto solo di elettori e non più di iscritti, non è più un partito», ha detto l'ex segretario Pier Luigi Bersani.
«ISCRITTI ED ELETTORI». «Lo Statuto dice che il Pd è un partito 'di iscritti e di elettori'. Ovviamente se diventasse solo un partito di elettori diventerebbe un'altra cosa... Uno spazio politico e non un soggetto politico».
Un messaggio chiaro ai dirigenti dem, seguito comunque da un commento fiducioso: «Ma non siamo a questo e non finiremo lì».
Ad attaccare il premier-segretario è intervenuto anche Stefano Fassina. «Matteo Renzi, oltre a dedicarsi a organizzare la Leopolda per i suoi fedelissimi, dovrebbe innanzitutto preoccuparsi di organizzare un'assemblea nazionale dei coordinatori dei circoli del Pd. Non è più il sindaco di Firenze in competizione per la leadership del partito. È il segretario nazionale del Pd da quasi un anno».
L'ex responsabile Economia del Nazareno ha poi aggiunto: «In un momento così impegnativo per il Pd, alle prese con una virata programmatica sul lavoro, un crollo degli iscritti e il taglio drammatico delle risorse sarebbe utile ascoltare chi tra mille difficoltà è impegnato sul territorio. Il Pd è un prezioso bene comune. Prima il Pd».

Guerini: «È una polemica inutile»

Le preoccupazioni di Bersani non sembrano però essere condivise dall'ala renziana del partito: «Sarebbe bello che non venissero diffusi dati a caso», ha scritto su Twitter il vicesegretario e responsabile organizzazione Lorenzo Guerini, che poi in una nota ha precisato: «Spiace che qualcuno, basandosi su proiezioni inventate, apra una polemica inutile», aggiungendo che l'obiettivo «è superare i 300 mila iscritti a fine anno, veri», comunque molto inferiori ai 539.354 del 2013 (un livello sicuramente favorito dalla scadenza congressuale), ma anche alla media di 500 mila dei prossimi iscritti.

«CIFRE SUPERIORI A QUELLE RIPORTATE». Si tratta di proiezioni approssimative, dal momento che, come ha spiegato il partito in una nota, «il tesseramento è iniziato il 25 aprile del 2014, le tessere sono state distribuite a partire dal mese di giugno, e terminerà il 31 dicembre 2014. Al momento le cifre sugli iscritti che provengono dai territori sono comunque, decisamente superiori ai dati riportati».
Secondo quanto riferito dal Pd, il calo è dovuto all'impegno dei circoli per la campagna elettorale europea che ha messo in secondo piano l'attività ordinaria.
GUERINI: «APERTURA AGLI ELETTORI DELLE PRIMARIE». Per Guerini, «il vero tema del nostro confronto non dovrebbe riguardare il numero degli iscritti, bensì l'apertura di questi iscritti agli elettori delle primarie».
Alla domanda se, al di là dei numeri, ci sia un problema di partecipazione della base, Guerini ha risposto: «Questo dipende da circolo a circolo. Per esempio in quello di Roma Centro, a via dei Giubbonari, c'è un'iniziativa alla settimana, e lo stesso accade nel mio, dove abbiamo appena fatto una iniziativa sulle unioni civili».

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