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POLITICA 3 Ottobre Ott 2014 0755 03 ottobre 2014

Ncd, 10 senatori di Alfano verso l'addio

L'idea è creare un nuovo gruppo in Aula. Ma i presunti dissidenti smentiscono.

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Al centro il leader del Nuovo centrodestra, Angelino Alfano.

Il Nuovo centrodestra rischia di perdere i pezzi. Sono almeno 10 i senatori del partito di Angelino Alfano che sarebbero pronti a tutto, compreso lasciare la formazione nata da Forza Italia, per creare a Palazzo Madama un nuovo gruppo. E diventare l'ago della bilancia in Aula tenendo in scacco il governo di Matteo Renzi.
IDEA DI VERDINI. Il progetto, secondo la ricostruzione del quotidiano La Repubblica, sarebbe orchestrato dal fedelissimo di Silvio Berlusconi, Denis Verdini che, in un incontro segreto, avrebbe proposto ai senatori il piano.
L'idea, però, non è certo quella di far confluire i senatori dentro Forza Italia. Anche perché sarebbe una mossa troppo azzardata. Quindi, meglio tramare nell'ombra per condizionare le mosse dell'esecutivo. E indebolire Alfano. Che ora resta l'unico in grado di fermare l'uscita dei senatori.
DELUSI DA ALFANO. Si tratta di politici delusi dal ministro dell'Interno e convinti di tornare da dove sono venuti: tra loro sono spuntati i nomi dell'ex sottosegretario Antonio Gentile, ma pure Guido Viceconte e Antonio D'Alì.
Ma, sempre stando alla versione del giornale diretto da Ezio Mauro, sarebbero addirittura 13 quelli disposti a mollare Alfano. Anche se poi i diretti interessati hanno smentito, parlando di «disinformazia» e «menzogne inventate di sana pianta». E hanno ribadito di «restare orgogliosamente in Ncd».
Tuttavia da giocare, d'altra parte, c'è la sfida delle regionali. E Ncd sta faticando a siglare intese, mentre i dirigenti locali hanno bisogno di spazio. Quindi, per favorire la diaspora, Berlusconi ha ridotto i margini di trattativa con la formazione del titolare del Viminale.
MODIFICHE ALL'ITALICUM. Inoltre, c'è anche la questione legge elettorale dietro i movimenti di Ncd. Le modifiche all'Italicum hanno creato frizioni tra il Cavaliere e il premier.
Il leader di Forza Italia, infatti, vorrebbe introdurre il premio alla lista e non più alla coalizione, per soffocare le piccole forze e consentire al partito dell'ex presidente del Consiglio di far pesare il suo risultato. Ed è proprio per influenzare Renzi che Verdini s'è mosso con l'operazione Ncd.
Finché lo stesso Alfano ha chiesto aiuto al premier: «Noi siamo leali, ma tocca a te frenare le manovre di Verdini». Il capo del governo è avvisato.

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