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CONTESTAZIONI 3 Ottobre Ott 2014 1854 03 ottobre 2014

Renzi a Ferrara, lancio di uova dal M5s

Fischi al Festival di Internazionale. Jobs act, martedì incontro con i sindacati.

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Il premier Matteo Renzi.

L'hanno accolto con cartelli e fischietti. Un gruppetto di una trentina di manifestanti ha urlato: «Vai a casa, buffone».
La trasferta del premier Matteo Renzi a Ferrara, per il Festival di Internazionale, è stata accompagnata da contestazioni e il lancio di uova da parte di esponenti del Movimento 5 stelle.
«RISPONDO COL SORRISO». «La prima cosa che ho imparato è il rispetto delle idee e delle persone, e credo che tante persone sono qui non per farsi una frittatina o una crèpe ma per ragionare: a chi non ha altri argomenti che le uova, noi continuiamo a rispondere con un sorriso nonostante i tentativi di tappare la bocca», ha commentato il premier.

Dal palco del Festival, Renzi ha affrontato il tema dell'immigrazione, particolarmente sentito nel giorno del primo anniversario della strage di Lampedusa, e ha annunciato che il governo punta a introdurre in Italia uno «ius soli temperato», ovvero un diritto cittadinanza che «arriva prima dei 18 anni a condizione che si sia frequentato un ciclo scolastico».
«GLI ITALIANI SONO FAVOREVOLI». Il presidente del Consiglio è sicuro di trovare l'appoggio dei cittadini: «Credo che su questi temi la stragrande maggioranza degli italiani sia straconvinta. Non vedo le difficoltà che c'erano fino a qualche anno fa, legate a un atteggiamento di paura».
Quindi ha inviato un messaggio all'Unione europea: «Noi il Mediterraneo vogliamo farlo diventare un cimitero o un luogo dove si costruisce la pace? L'Europa non può continuare a girarsi dall'altra parte».
Renzi ha poi parlato dei tempi di approvazione della riforma costituzionale: «Ragionevolmente entrerà alla Camera a metà novembre. Più o meno negli stessi giorni il Senato voterà la riforma elettorale».
Lapidario sulla responsabilità civile dei magistrati: «È sacrosanto che chi sbaglia paghi». Cosa si rimprovera dei primi sette mesi? «Di errori ne ho fatti tanti. Per esempio non essere stato in grado di mostrare come la concretezza dell'azione di governo è molto superiore agli annunci».

Deficit: «Il 3% è superato»

Il premier italiano Matteo Renzi e il presidente francese François Hollande.

Confermando l'intenzione di rispettare il parametro del 3%, pur definendolo passato, il premier ha ricordato le difficoltà economiche che il Paese deve attraversare: «Nel 2012 l'economia italiana è arretrata del 2,4%, nel 2013 dell'1,9%, oggi siamo a -0,2%, sarà molto difficile riuscire ad invertire questo segno davanti ma abbiamo arrestato la caduta». Renzi ha sottolineato comunque che si tratta di «dati devastanti».
«MEGLIO HOLLANDE DI LE PEN». Totale appoggio alla scelta di Parigi: «Preferisco avere una Francia che oggi viola il 3% ma che gioca le sue carte nella ripresa, nel modo con cui Valls e Hollande stanno facendo piuttosto che Marine Le Pen domani, perché la crisi porta a far crollare il consenso».
E stoccata a Berlino: «Quando nel 2003 la Germania decise di fare un intervento serio sulle riforme e chiese di poter sforare il parametro del 3%, nessuno le disse di dover fare i compiti a casa. Ecco io vorrei che per la Francia ora avvenisse la stessa cosa».
«CAMBIATA LA POLITICA CAMBINO I SINDACATI». Capitolo lavoro, dove gli avversari sono altri: «Mi permettete di dire che forse anche i sindacati italiani devono cambiare e non solo la classe politica», ha incalzato Renzi. «Non è pensabile che il sindacato non abbia avuto colpe in questi anni ma c'è la responsabilità di non aver capito che la realtà sta cambiando».
Il presidente del Consiglio ha proseguito: «Martedì incontro i sindacati. Mi hanno detto: 'tu non li vuoi incontrare'. Li incontro. Bene al confronto su legge sulla rappresentanza sindacale e sui contratti legati al territorio».
E a chi immagina uno scambio di favori con Forza Italia, il premier ha risposto: «Non accadrà, e se ciò accadesse questo non porterebbe a un nuovo governo di larghe intese. Ma non accadrà».
Qualcuno ha scherzato chiedendogli se, dopo il patto del Nazareno, si fosse scattato un selfie con Berlusconi: «Non è il mio tipo», ha risposto Renzi.

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