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GOVERNO 4 Ottobre Ott 2014 1318 04 ottobre 2014

Ecobonus, proroga in legge di stabilità

Il ministro delle Infrastrutture: «Agevolazioni anche nel 2015».

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Il ministro per le Infrastrutture e i Trasporti, Maurizio Lupi, e l'amministratore delegato di Autostrade per l'Italia, Giovanni Castellucci.

Ok alla proroga del bonus per le ristrutturazioni e la riqualificazione energetica delle abitazioni. Il provvedimento, secondo quanto annunciato dal ministro per le Infrastrutture Maurizio Lupi, arriva con la legge di stabilità.
Lupi ne ha parlato a Campi Bisenzio (Firenze), alla celebrazione per i 50 anni dell'autostrada del Sole.
Secondo quanto previsto dalla legge di stabilità 2014, il bonus dovrebbe scendere nel 2015 dal 65 al 50%.
«DEFISCALIZZAZIONE STRADA GIUSTA». «Fu il mio ministero e il sottoscritto», ha detto Lupi, «a volere con forza, lo scorso anno, l'aumento del bonus dal 50 al 65% e l'ampliamento della filiera industriale, compresi i mobili. Ci siamo impegnati tutti affinché nella legge di stabilità questo provvedimento, che è quello che serve all'Italia per uscire dalla crisi e per rimettere in moto la fiducia e i consumi, fosse prorogato».
Per Lupi, «la defiscalizzazione è la strada giusta. Sono certo che nella legge di stabilità questo provvedimento ci sarà e si completerà con il decreto Sblocca Italia che mette 4 miliardi di euro a disposizione».
«MESSI IN MOTO 29-30 MILIARDI». Il ministro ha ricordato l'effetto provocato dal bonus, che ha messo in moto 29-30 miliardi di prodotto, «quindi in un momento in cui dobbiamo drammaticamente crescere credo ci sarà la proroga di questo provvedimento».
Lupi ha poi parlato dello Sblocca Italia, attaccando duramente chi «vuole sempre conservare tutto e tutti senza avere il coraggio di cambiare» mettendolo in contrapposizione con «chi invece ha il coraggio finalmente di voler cambiare questo Paese e portarlo verso il futuro».
«LE STESSE POLEMICHE DI 50 ANNI FA». In queste settimane, ha aggiunto il ministro, «ho riletto le stesse polemiche identiche, che rivedo oggi, di 50 anni fa. Il problema è voler riconoscere il fatto che se l'Italia vuole guardare avanti e se abbiamo a cuore l'interesse dei cittadini, dobbiamo semplificare le procedure. Non è più accettabile che per una Via ci vogliano 40 mesi».

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