Altero Matteoli 140531141549
INDAGINI 4 Ottobre Ott 2014 1636 04 ottobre 2014

Inchiesta Mose, Mazzacurati: «Tangenti a Matteoli»

I legali dell'ex ministro: «Dichiarazioni surreali». Ma per i pm sono «credibili».

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Il senatore di Forza Italia, Altero Matteoli.

Il sistema Mose non era un fatto solo locale, limitato al Veneto, ma aveva profonde radici a Roma. E non solo con Marco Milanese ed Emilio Spaziante.
L'accusa di Giovanni Mazzacurati, pubblicata da la Repubblica il 4 ottobre, è di quelle che lasciano il segno, anche perché va a colpire direttamente un ex ministro: «Ho dato soldi ad Altero Matteoli. Contanti. Nell'ordine di 300-400 mila euro».
INTERROGATO IN CALIFORNIA. Un racconto che l'imprenditore ha fatto durante l'interrogatorio sostenuto per rogatoria in California il 17 settembre. «Glieli ho consegnati personalmente, anche al ministero a Roma. Non avevamo testimoni».
Parole che non potevano non causare l'immediata replica dei legali di Matteoli: «Mazzacurati afferma di aver portato soldi dentro un ministero nel 1993, quando Altero Matteoli militava nel Movimento sociale, e nel 2013, ovvero ai tempi del governo Letta. Sono ovviamente delle dichiarazioni surreali che come tali meritano di essere considerate», hanno affermato gli avvocati Francesco Compagna e Giuseppe Consolo, sebbene i pm Paola Tonini, Stefano Ancilotto e Stefano Buccini, sostengano che la prima presunta mazzetta a Matteoli sia stata consegnata nel 2003, quando era ministro dell'Ambiente.
INCONTRI ANCHE A CASA DEL MINISTRO. E ci sarebbe anche un altro episodio raccontato da Mazzacurati: «Sono andato io a trovarlo, in provincia di Lucca. Quante volte? Ah non lo so... un paio di volte. Lo scopo della visita era sollecitare i pagamenti, era sempre l'urgenza di avere i fondi (per il Consorzio, ndr)». Secondo i magistrati, in un'occasione, ci sarebbe stato il passaggio di una mazzetta a Matteoli. In cambio Mazzacurati avrebbe ottenuto «che venissero accelerati i tempi di finanziamento delle varie tranche del lavoro».
Per i magistrati che indagano sulla vicenda Mose, le parole di Mazzacurati sono «attendibili» e pronunciate da un uomo «ancora capace di intendere».
PM: «DIMOSTRATO L'ASSERVIMENTO DI MATTEOLI». Così, nelle loro conclusioni, i pm hanno scritto che «è dimostrato l'asservimento di Matteoli alle politiche del Consorzio Venezia nuova, nella veste di ministro dell'Ambiente e di ministro delle Infrastrutture».
Dieci faldoni di atti sono stati inviati il 3 ottobre alla presidenza del Senato: l'Aula deve decidere se autorizzare la procura di Venezia a procedere nelle indagini oppure no.

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