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JOBS ACT 5 Ottobre Ott 2014 1930 05 ottobre 2014

Renzi: «Tfr dei lavoratori, lo vorrei in busta paga nel 2015»

Il premier: «Verificheremo coi sindacati. La nostra emergenza è il lavoro».

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

La priorità è fissata: il lavoro. Matteo Renzi ha tirato dritto per la sua strada.
«È la nostra emergenza. Sui giornali grandi discussioni sul Jobs act e sull'articolo 18. A tempo debito sarà bello spiegare cosa cambia per un giovane precario, per un 50enne disoccupato, per una mamma senza tutele. Ma ne parleremo prestissimo», ha scritto il premier nella Enews.
«BONUS RADDOPPIATO». Tra gli argomenti caldi c'è sempre il destino del Trattamento di fine rapporto (Tfr): averlo subito, lasciarlo in azienda o tenerlo per la pensione? «Sono soldi dei lavoratori», ha spiegato il presidente del Consiglio, «come accade in tutto il mondo non può essere lo Stato a decidere per lui. Ecco perché mi piacerebbe che dal prossimo anno i soldi del Tfr andassero subito in busta paga. Questo si tradurrebbe in un raddoppio dell'operazione 80 euro».
«NON DEVE GRAVARE SULLE PMI». Prima, però, bisogna portare avanti un'opera di convincimento. «Quando martedì incontreremo i sindacati e le parti sociali verificheremo la fattibilità di una proposta sul Tfr che viene incontro ai lavoratori senza gravare sulla situazione bancaria delle piccole e medie imprese», ha promesso Renzi.
«OCCUPAZIONE IN RIPRESA». Lo scenario è negativo, ma lascia intravedere spiragli. «Ci sono segnali incoraggianti di ripresa del numero degli occupati che da febbraio è cresciuto di oltre 80 mila unità. Negli anni della crisi abbiamo perso un milione di posti di lavoro, dunque non siamo nemmeno al 10% di quello che va fatto per ritornare ai tempi d'oro. Però è un primo segnale positivo, dopo tanto tempo».

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