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REPORTAGE 6 Ottobre Ott 2014 1021 06 ottobre 2014

Bologna, il Pd e la crisi delle tessere

Viaggio tra i circoli dem bolognesi. Tra mea culpa. E qualche critica a Renzi.

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da Bologna

La sede circolo Pd Passe-Partout.

Il dato choc sul crollo delle tessere del Pd, e le stoccate di Pier Luigi Bersani prima («non c'è partito senza iscritti») e Gianni Cuperlo poi («la politica non è un tweet»), arrivano a Bologna. Nel week end che pare uno di quei set europei, e stereotipati, del penultimo Woody Allen.
IL VINTAGE DELLA NOTTE ROSSA. La notte rossa, che ridà vita alle vecchie Case del popolo, è l'estremo effetto vintage di un fine settimana dedicato alle celebrazioni del santo patrono, San Petronio, con piadine e crescenta in Piazza Maggiore, e i tortellini rivisitati dagli chef più ambiziosi in periferia.
Colori pastello grazie ai quali il rinnovato dibattito sulla forza del partito, la sua fondamentale funzione di rappresentanza, e la pesante crisi di vocazione che l'attraversa, a fronte di un elettorato in aumento, scuote i circoli della roccaforte.
LUCI E OMBRE EMILIANE. Nel conteggio nazionale degli iscritti del 2014, arrestatosi allo sprofondo delle 100 mila tessere, l'Emilia Romagna resta l'unica a sorridere, fornendone più della metà, 53 mila - di cui 4 mila tra nuove e “recuperate” - col capoluogo a trainare anche oltre la media regionale. Che non significa potersi permettere di trascurare il problema, soprattutto dopo il flop di partecipazione alle primarie per le Regionali.
La salute dello storico impianto di rappresentanza qui sta a cuore ancora a tutti. Anche più che nel resto d'Italia, se possibile.

Lubelli: «A Sud è in corso una desertificazione del partito»

Tavolini del circolo Pd Passe-Partout.

A Renzi, a cui non rimproverano l'eccesso di carisma, strada maestra per incrementare l'elettorato, gli iscritti del Pd bolognese chiedono però più cura e attenzione. «Il segretario deve pensare anche al partito, ce n'è ancora tanto bisogno, soprattutto di questi tempi», è il pensiero, generalmente condiviso, di Marco Lubelli, responsabile del circolo Passe-partout, in pieno centro.
«Noi non ci possiamo lamentare, abbiamo strutture e organizzazione, invece nel resto d'Italia, soprattutto nel Meridione, è in atto una desertificazione», sottolinea a Lettera43.it.
IL RITIRO DI DONINI. Nel suo circolo «un piccolo calo c'è stato, fisiologico dopo un congresso e senza elezioni in vista». In realtà ci sono stati anche diversi scossoni, qualche lacerazione dolorosa ricomposta con sacrificio, l'ultima in ordine di tempo la rinuncia del segretario provinciale, Raffaele Donini, a candidarsi nella lista per il Consiglio regionale, dopo essere stato indicato capolista all'unanimità dalla direzione.
PRIMARIE BOOMERANG. Ma per Lubelli è soprattutto «l'abuso dello strumento delle primarie» a far sentire la Base trascurata. «Vanno bene per le scelte di vertice, ma non per i quadri locali. Il segretario regionale eletto con le primarie non ha senso, bisogna ascoltare gli iscritti e renderli partecipi delle scelte politiche, ci vuole un maggiore coinvolgimento, sennò uno può pensare che mi iscrivo a fare?».
CONCILIAZIONE POSSIBILE. Non è solo la svolta renziana ma un problema più profondo. «Il partito carismatico? È chiaro che chi vince le primarie si senta poi investito di leadership, e questo può dare l'idea di un deficit di dialettica», aggiunge Lubelli. Insomma, visione personale e dibattito interno vanno conciliati.

Rosi, 19 anni: «Sta a noi e non solo ai vertici avvicinare la Base»

Anna Pia Bertocchi (67) e Rosi al circolo Pd Galvani di Bologna.

Lo pensa anche Rosi, una giovane 19enne già punto di riferimento del circolo Galvani, zona Santo Stefano, simbolicamente importante: nel 2012 qui si iscrissero Romano Prodi e la moglie Flavia.
«A dicembre scorso mio padre mi ha regalato un vecchio libro di Pintacuda sul grande potere dei partiti, l'ho trovato di grande attualità. Mi sono appassionata, e a gennaio ho fatto la tessera», racconta. «Il nostro partito ha bisogno di militanti, e di giovani. Siamo un traino per riavvicinare le persone alla politica. Con l'arrivo di Renzi, che ha ampliato l'elettorato, l'organizzazione non è più quella classica, il modello è cambiato e questo ha spiazzato la Base. Sta a noi, e non solo ai vertici, il grande compito di coinvolgere di nuovo la nostra gente. Certo, il segretario non deve escludere di occuparsi del partito, ma non sono preoccupata, alla chiusura del tesseramento manca ancora tanto».
«LA POLITICA? UNA NECESSITÀ». Anna Pia Bertocchi, classe '47, ricorda: «La tessera l'ho presa 10 anni fa, e non ci rinuncerei mai. È per mia madre, che rifiutò quella fascista e non ne ebbe mai una. Essere tesserati oggi vale ancora di più, non considero la politica una vocazione ma una necessità».
Il leaderismo, per Bertocchi, non è il problema. «Renzi lo conobbi quando era presidente della Provincia di Firenze, a un incontro arrivò con la stessa auto dei suoi due funzionari e disse: 'Quello che imparano loro lo voglio imparare anch'io'. Penso che gli uomini vadano messi prima alla prova».
NO AL PARTITO CARISMATICO. Ma il richiamo a una sensibilità diversa ritorna nelle parole di Massimo Mazzanti, altro militante del Passe-partout. «Ci sono visioni personali che negano la storia degli ultimi 100 anni, sta capitando anche con i sindacati. Il partito è un cardine, che deve cambiare ma non essere superato. Non ci possono essere rapporti diretti tra vertici ed elettori, sarebbe uno scambio aleatorio, non si può rinunciare al concetto di organizzazione sociale. Il partito carismatico non mi piace, anche se mi spaventava di più Berlusconi».
Per lui, 69enne, quella tessera sottoscritta 11 anni fa al momento di andare in pensione è stato il modo di toccare con mano «la differenza di partecipazione tra la politica vera e quella spettacolarizzata in televisione». E se gli si chiede di mostrarla per una foto risponde: «No, non ce l'ho con me, non è qualcosa che si tiene in un posto fisico».
Come a dire che qui, ancora, oltre a essere una questione organizzativa ed economica, è contemporaneamente un fatto di testa, cuore e pancia.

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