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PROFILO 6 Ottobre Ott 2014 1215 06 ottobre 2014

Brasile, Neves: lo sfidante di Rousseff

Risanatore di bilanci. Delfino di Cardoso. Con qualche ombra. Chi insidia Dilma.

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Aecio Neves e Dilma Rousseff, i candidati destinati a sfidarsi al ballottaggio del 26 ottobre.

I sondaggi la descrivevano come una sfida tra Dilma Rousseff e Marina Silva. E, invece, l'outsider ambientalista non ce l'ha fatta. E al suo posto si è fatto avanti Aecio Neves, candidato del partito socialdemocratico brasiliano, capace di intercettare i consensi della classe imprenditoriale. Con il 33,6% delle preferenze contro il 41,5% di Rousseff, Neves ha afferrato il secondo posto nel primo turno delle presidenziali brasiliane e quindi la sfida contro la presidente uscente al ballottaggio del 26 ottobre.
UNA FAMIGLIA IN POLITICA. A differenza di Silva criticata dagli imprenditori agricoli e dal settore petrolifero, il conservatore Neves è apparso un candidato più solido per affrontare il vero nodo delle elezioni: come far ripartire i motori inceppati del Brasile, dopo che il boom degli anni di Ignacio Lula da Silva sembra essersi sgonfiato.
Se Dilma è forte della protezione del suo predecessore, anche Neves vanta eredità di peso.
Cresciuto a pane e politica, il 54enne ex governatore dello Stato di Minas Geiras è nipote di Tancredo Neves, uno degli artefici della democratizzazione del Brasile: ha avuto mezza famiglia in parlamento e ha fatto carriera partecipando alle campagne elettorali del nonno negli anni della dittatura ed è stato scelto direttamente da Fernando Henrique Cardoso, il predecessore liberale di Lula.
CURA CHOC SUI CONTI. Arrivato alla guida di Minas Geiras nel 2003, ha somministrato una cura choc al bilancio in rosso, riuscendo a riportare le casse pubbliche in salute e riuscendo a far riammettere lo Stato al programma di prestiti della Banca mondiale. I risultati che gli sono valsi la rielezione sono il migliore biglietto da visita nella battaglia contro Rousseff, la presidente di una nazione che prometteva sviluppo roboante e che sembra oggi finita in panne.

Neves sostenuto da Cardoso e dagli imprenditori

Un elettore al voto per le presidenziali brasiliane.

Una vita, la sua, sulle orme di due nonni e di uno zio politici. Neves è stato quattro volte parlamentare, presidente della Camera dei deputati, governatore e senatore. Al secondo mandato alla presidenza dello Stato di Minas Geiras ha ottenuto il più ampio consenso mai conquistato nelle elezioni locali.
LA RIFORMA DELLO STATO. Merito della riforma dell'apparato statale tutta centrata sull'obiettivo del deficit zero. Ma anche del forte radicamento della sua compagine politica. Nei suoi anni a Palazzo della libertà (la sede del governo di Minas Geiras) ha aumentato le assunzioni e il tasso di scolarizzazione, ma anche abbassato gli stipendi della sanità e puntato tutto su infrastrutture e partnership tra pubblico e privato. I critici lo accusano di clientelismo, i sostenitori di capacità di buon governo.
La sua corsa alle presidenziali è stata benedetta dall'alto. L'investitura ufficiale è arrivata nel 2013, direttamente dal predecessore: quel Cardoso, fedele esecutore delle ricette di sviluppo (in realtà fallite) del Fondo monetario internazionale, e predicatore del più mercato e meno Stato.
DILMA NEL MIRINO. Neves non si è fatto trovare impreparato e proprio nel giorno in cui il partito dei Lavoratori di Lula e Rousseff celebrava i 10 anni al governo, ha organizzato una conferenza stampa per snocciolare tutti gli errori della presidente: dall'incapacità di controllare l'inflazione ai piani infrastrutturali incompiuti, dalla contabilità creativa al fallimento nella gestione della Petrobas, il colosso petrolifero considerato patrimonio nazionale e il cui valore negli anni della presidenza Rousseff si è più che dimezzato (nel 2008 valeva circa 440 miliardi di dollari oggi ha perso due terzi del valore).
Neves accusa il partito dei Lavoratori di aver accentrato lo Stato, ma soprattutto di aver perso l'appuntamento con un maturo sviluppo industriale, riportando il Paese a essere soprattutto un esportatore di materia prima.
LE ARMI DELL'AVVERSARIA. Ma da intelligente conoscitore delle armi della politica, ha fatto sue le proposte più riuscite della sua avversaria.
Il governo ha promesso incentivi fiscali alle imprese e non li ha realizzati? Il senatore Neves ha presentato una sua proposta di legge al parlamento di Brasilia. La Borsa famiglia, il piano di sussidi a favore dei nuclei meno abbienti, è il grande successo dell'esecutivo? Lo sfidante ha proposto di renderlo un finanziamento permanente.
PROPAGANDA AGGRESSIVA. Mentre la sua forza non emergeva dai sondaggi, la sua candidatura è stata costruita con cura: sostenuta dal blocco sociale conservatore e da una campagna di propaganda aggressiva.
La comunicazione elettorale è stata gestita ancora una volta in famiglia, dalla sorella Andrea, definita dai detrattori un «Goebbels» in gonnella.
Tuttavia, nemmeno il carro armato mediatico è riuscito a cancellare alcune macchie: l'ex governatore ha alle spalle un'inchiesta per appropriazione indebita nei finanziamenti alla sanità e, soprattutto, l'accusa di aver favorito uno zio, espropriando un terreno di sua proprietà per la costruzione di un aeroporto e pagandolo 20 volte il valore reale.
Con questo pedigree, sembra difficile che riesca a convincere il 9% dei brasiliani che vive sotto la soglia di povertà, e che arriva a fine mese grazie ai programmi sociali di Lula-Rousseff.
Sulle sue chance di affermazione, peserà soprattutto la scelta di Silva e del 21,3% di elettorato che l'ha sostenuta.

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