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MISTERO 6 Ottobre Ott 2014 1713 06 ottobre 2014

Corea del Nord, «Kim Jong-un è stato deposto»

Un ex agente: «Malato? No, delegittimato. Adesso comanda Hwang Pyong-so».

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Hwang Pyong-so in visita a Seul, il 4 ottobre. © Getty

L'ultima apparizione di Kim Jong-un in pubblico risale al 3 settembre.
Da quel momento in poi, e per i 33 giorni successivi, sono montati gli interrogativi sulle ragioni alla base della sua scomparsa.
Il dittatore nordocoreano, si vocifera, soffre di non meglio precisati problemi di salute. Qualcuno parla di caviglie rotte, qualcun altro di gotta. L'incertezza alimenta il mistero, e le speculazioni si moltiplicano.
«KIM È STATO DEPOSTO». Insinuazioni, informazioni non confermate. Per ora non c'è altro. E in questo marasma di voci ne spunta una, più autorevole delle altre. Jan Jing Sung, ex agente del controspionaggio di Pyongyang nonché ufficiale della propaganda, sostiene che il giovane Kim sia stato deposto.
Secondo Sung le redini del Paese sono ora in mano all'Ogd (Organization and Guidance Department) del Partito del Lavoro di Corea e il 31enne dittatore altro non è che una «marionetta».
L'ASCESA DI HWANG PYONG-SO. A rafforzare questa tesi, ha spiegato l'ex agente del controspionaggio, contribuisce il fatto che a rappresentare Pyongyang nel delicatissimo vertice di Seul del 4 ottobre - organizzato per riavvicinare Nord e Sud Corea dopo mesi di tensioni - ci fosse Hwang Pyong-so, recentemente nominato vicedirettore della Commissione per la Difesa Nazionale e da maggio direttore del General Political Bureau (Gpb) del Partito. Sarebbe lui, adesso, a muovere i fili nelle stanze del potere di Pyongyang.
NESSUNA CONFERMA UFFICIALE. Se Kim - sostiene Sung - fosse «solamente» malato (e non delegittimato) appuntamenti chiave per la politica nordcoreana, come quello di Seul, sarebbero stati posticipati.
Una versione, questa, che non trova riscontri a livello ufficiale e attira le obiezioni di diversi analisti. «Non ci sarebbe spazio per spedizioni di questo tipo se veramente in Corea del Nord stesse succedendo qualcosa di serio», ha detto lo storico John Delury, della Yonsei University di Seul, al Washington Post, «quindi non credo possa considerarsi un segno che c'è un golpe in corso».

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