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URNE 6 Ottobre Ott 2014 0905 06 ottobre 2014

Elezioni Bulgaria, vincono i conservatori di Gerb

Per gli exit poll trionfo di Borissov. Ma il parlamento è frammentato.

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Un manifesto elettorale di Boyko Borissov.

I conservatori del Gerb (Cittadini per lo sviluppo europeo della Bulgaria) hanno vinto le elezioni politiche in Bulgaria. Grande batosta, invece, per i socialisti. Con conseguente frammentazione del parlamento, con la presenza di piccoli partiti e coalizioni di ogni colore.
È questo il risultato uscito dalle urne nel Paese più povero e corrotto dell'Unione europea, secondo diversi indicatori, che ora rischia di sprofondare verso l'ingovernabilità. Anche per colpa della bassa affluenza alle urne, precipitata tra il 43% e il 45% (è record negativo), che ha impedito ai conservatori di ottenere una solida maggioranza in parlamento con la conseguente difficoltà a formare un nuovo governo.
VITTORIA DI BORISSOV. Arrivati all'87,3% dello spoglio delle schede elettorali è stato confermato il successo del partito conservatore con il 32,61% delle preferenze,seguito dal Partito socialista (Bsp) al quale è andato il 15,27% e dal Partito della minoranza turca Dps con 14,96% dei voti.
In parlamento sono destinate a entrare altre cinque formazioni superando la soglia del 4%: il Blocco riformista (centrodestra) con l'8,87% dei voti, il Fronte patriottico (nazionalisti) con il 7,32%, Bulgaria senza censura (centrodestra) con il 5,58%, Ataka (ultranazionalisti) con il 4,56% e Abv (centrosinistra) con 4,18%.
APERTURE DEI VINCITORI. Visto l'impasse, Borissov ha dichiarato a caldo dopo i primi exit poll che «è disposto a tendere la mano a tutti i partiti, escluso in Dps, per salvare la Bulgaria dal baratro economico e sociale»: «Ho già in tasca la lista del nuovo governo da me guidato, ma potrebbero esserci cambiamenti a seguito delle consultazioni con le altre forze politiche in parlamento nei prossimi giorni», ha detto.
Molti analisti non escludono una grande coalizione con i socialisti. Altri ventilano viceversa l'ipotesi di un governo di minoranza del Gerb appoggiato da altri gruppi alla spicciolata.
VOTO È MESSA IN SCENA. Stando ai sondaggi, per molti bulgari anche queste elezioni sono state una sorta di messa in scena, la solita corsa tra i partiti per accaparrarsi il potere, con il concetto di 'destra' e 'sinistra', come hanno osservato alcuni, fuso in un'unica ricetta 'alla bulgara': sullo sfondo di quella che pare una vera e propria organizzazione di stampo oligarchico.
La situazione interna continua a essere allarmante, tra carovita, criminalità organizzata e corruzione anche ai piani alti del potere.
PAESE IN CRISI. Lo stipendio medio mensile da tempo si aggira intorno ai 400 euro e le pensioni sono inferiori ai 140 euro, mentre i prezzi dei generi alimentari, dell'energia e dei prodotti di consumo si avvicinano a quelli dei Paesi occidentali.
La crisi tra Mosca e Ue legata al conflitto ucraino, poi, potrebbe avere gravi ripercussioni sulle forniture di gas alla Bulgaria, nel caso in cui la Russia decidesse di chiudere i rubinetti, in quanto Sofia dipende al 95% dal gas russo. Mentre ad aggravare i bilanci familiari, già pesa il rincaro del 10% dell'energia elettrica scattato il 1 ottobre.

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