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ATTACCO 6 Ottobre Ott 2014 1324 06 ottobre 2014

Lavoro, la minoranza Pd: «Fiducia? Conseguenze politiche»

Fassina e Civati contro Renzi alla vigilia dell'approdo in Senato del Jobs Act.

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Il deputato del Pd ed ex viceministro dell'Economia Stefano Fassina.

La minoranza del Partito democratico è pronta a dare battaglia se sul Jobs Act dovesse essere posta la fiducia.
Lo ha annunciato in un tweet Stefano Fassina, spiegando: «Se la delega resta in bianco è invotabile e con la fiducia conseguenze politiche». Già nella serata del 6 ottobre, tuttavia, il Consiglio dei ministri potrebbe autorizzare il provvedimento.

Duro anche Pippo Civati, per il quale «il governo pare intenzionato a mettere la fiducia sulla legge delega, che è già uno strumento che più fiduciario non si può. Una legge delega che tra l'altro è vaga, vaghissima e tutti possono leggervi quello che preferiscono».
«Sarebbe qualcosa» -ha aggiunto il democratico- «a metà tra la provocazione spicciola e un esautoramento del parlamento, nonché un segnale di debolezza, oltre che sul piano politico un segnale di profonda rottura».
«UN RAPPORTO SEMBRE PIÙ 'INCREDIBILE'». «Si vocifera» -ha sottolineato il deputato Pd - «anche della possibilità che il governo cambi, se Sacconi gli darà il permesso, il testo uscito dal dibattito in Commissione, un fatto che renderebbe ancora più 'incredibile' il rapporto tra il parlamento e l'esecutivo». «Mi chiedo se, al di là del merito (e delle numerose cose che non vanno, nel merito), ci si renda conto che ci stiamo spingendo molto in là, non solo rispetto agli impegni presi al momento delle elezioni, ma anche in occasione del congresso del Pd e delle promesse fatte, poi puntualmente mancate, fino a qualche settimana fa. E mi chiedo anche che cosa voglia dire salvare la ditta (cit.) se la ditta sceglie di muoversi con modalità che abbiamo sempre stigmatizzato e verso 'mercati' (elettorali e legislativi) dai quali ci siamo sempre tenuti molto lontani».

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