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GOVERNO 6 Ottobre Ott 2014 1850 06 ottobre 2014

Morando: «Tfr in busta paga senza tasse in più»

Il viceministro dell'Economia: «Non deve essere prelevato un euro ai lavoratori».

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Enrico Morando, viceministro dell'Economia.

Il governo sembra aver scelto la strada della volontarietà per il Trattamento di fine rapporto (Tfr) in busta paga. Dopo le indicazioni in questo senso arrivate dal ministro dell'Interno Angelino Alfano, il viceministro dell'Economia Enrico Morando ha spiegato che non è prevista alcuna tassazione ulteriore: «Se il provvedimento ci sarà, non deve essere prelevato dal Tfr dei lavoratori un euro in più di quello che viene prelevato ora. E non provocherà nessuna riduzione della liquidità delle aziende».
80 EURO STABILI. A margine di un convegno a Genova, Morando ha detto che senza queste due condizioni «non faremo l'intervento». Il viceministro ha smentito che il provvedimento sia penalizzante per le imprese più piccole perché sottrarrebbe disponibile liquidità e che sia orientato ad acquisire al Fisco maggiori risorse, ad esempio, per finanziare gli 80 euro, che «devono essere resi stabili e lo saranno nei prossimi anni».
IPOTESI MECCANISMO FACOLTATIVO. Nel corso dell'incontro del 7 ottobre a Palazzo Chigi con sindacati e imprese, Matteo Renzi potrebbe anche parlare del suo progetto di mettere il Tfr in busta paga. Da parte sua il premier ha definito un'ipotesi quella che il meccanismo possa essere facoltativo. Ma la liquidazione in busta paga, che il premier vorrebbe dai primi del 2015, non è piaciuta a Confindustria e lascia i sindacati alquanto indifferenti. La Cisl sarebbe d'accordo ma solo alla condizione che, innanzitutto sia su base volontaria, perché «si tratta di soldi dei lavoratori» e soprattutto sia a tassazione zero perché solo così sarebbe un vantaggio per i lavoratori.
BONUS RADDOPPIATO. Oggi, al momento della liquidazione, cioè alla fine del rapporto di lavoro, il tfr viene tassato al 25%, la proposta Bonanni darebbe al lavoratore quel 25% in più. Altrimenti, osservano i sindacati, l'operazione Tfr potrebbe essere un vantaggio solo per lo Stato che così incasserebbe subito quello che altrimenti avrebbe molto più tardi. Secondo calcoli approssimativi, il vantaggio per l'erario potrebbe arrivare anche a 7 miliardi. Di fatto, secondo il calcolo dei consulenti del lavoro, il Tfr in busta paga raddoppierebbe in molti casi il bonus da 80 euro, la cifra oscillerebbe infatti dai 40 agli 82 euro. Ma finora la liquidazione è sempre stata vista come un gruzzoletto messo da parte per la vecchiaia, oggi quanto mai necessario per quei lavoratori che alla fine avranno una magra pensione.

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