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GIUSTIZIA 6 Ottobre Ott 2014 1825 06 ottobre 2014

Pd, Bersani regalò 30 mila euro alla segretaria

Somma versata nel 2007. Il fatto emerge dalle motivazioni di assoluzione per Zoia Veronesi.

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Pier Luigi Bersani e la sua storica segretaria Zoia Veronesi.

Un assegno da 30 mila euro versato da Pier Luigi Bersani a Zoia Veronesi nel 2007.
La circostanza è emersa dalle motivazioni della sentenza di assoluzione della storica segretaria dell'ex leader del Partito democratico, quando il gup Letizio Magliaro si è soffermato sulle indagini, che hanno ricostruito i rapporti economici tra i due.
Veronesi era accusata di aver percepito indebitamente lo stipendio dalla Regione Emilia-Romagna, di cui è stata dipendente dal 2008 al 2010, omettendo di lavorare effettivamente per l'amministrazione.
«La Veronesi», ha scritto il giudice, «ha giustificato tale assegno spiegando che si trattava di una somma regalatale dall'uomo politico a ristoro delle spese sostenute negli anni in cui aveva lavorato precedentemente a Roma come segretaria presso il ministero diretto dal medesimo (il ministero dello Sviluppo economico, ndr)».
«INCERTO IL MOTIVO». L'entità della somma, ha proseguito il gup, «non permette di poter affermare con certezza a che titolo essa sia stata corrisposta all'imputata, non potendosi peraltro escludere che fosse volta a coprire effettivamente spese ulteriori sopportate dalla Veronesi nel periodo in cui aveva svolto funzioni da segretaria dell'on. Bersani».
Ma ciò che conta per il giudice, chiamato a valutare il rapporto di lavoro tra Veronesi e la Regione, è che «tale assegno veniva versato nel 2007, al termine quindi del periodo di aspettativa dell'imputata e prima che la medesima riprendesse a svolgere attività per la Regione», viceversa, «nessuna analoga dazione risulta versata durante il periodo in cui la Veronesi aveva ripreso servizio presso la Regione, né successivamente alla cessazione del suo rapporto di lavoro con l'ente territoriale».
La conclusione è stata quindi che «nessuna dazione di somma di denaro giustifica l'ipotesi secondo la quale l'imputata avrebbe sostanzialmente continuato a lavorare per conto dell'on. Bersani o del Pd ed essere retribuita dagli stessi dopo il giugno 2008».

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