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POLITICA 7 Ottobre Ott 2014 1439 07 ottobre 2014

Civati scrive a Napolitano: «Richiami il governo»

L'appello in una lettera aperta. «Fiducia sul Jobs act è una prassi deprecabile».

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Giuseppe Civati.

Pippa Civati non sa più a chi rivolgersi, e ha scritto una lettera-appello a Giorgio Napolitano. «Signor Presidente, la fiducia sul Jobs act perpetra una prassi deprecabile su una materia delicata».
«Non mancherebbe di produrre effetto», ha precisato il parlamentare Pd, «un Suo richiamo a un maggiore rispetto di ruoli e prerogative istituzionali e al corretto uso degli strumenti normativi»
La prassi della fiducia «ha assunto, con questo esecutivo, una dimensione particolarmente preoccupante anche rispetto al passato», ha sottolineato Civati.
«IMPEDITO OGNI CONFRONTO». «Questo, naturalmente», ha proseguito, «impedisce ogni confronto reale. La questione mi preoccupa in particolare oggi che la questione di fiducia viene posta su un disegno di legge delega, per il quale l'articolo 72 della Costituzione, disponendo una riserva di assemblea, intende assicurare la più ampia discussione, e che, spostando il potere normativo dal Parlamento al Governo, deve lasciare il primo pienamente libero di stabilire se e in quali termini farlo».
«LAVORO, MATERIA DELICATA». «La preoccupazione cresce, naturalmente, in considerazione della materia - quella della disciplina dei rapporti di lavoro - così delicata, da un punto di vista sociale, tanto più in un momento di grave crisi economica come quella che il nostro Paese sta attraversando ininterrottamente da anni. Una materia che, anche rispetto all'impostazione di massima già contenuta in una delega di cui è stata più volte sottolineata l'eccessiva vaghezza, ha già visto emergere posizioni molto distanti tra le forze sociali e politiche e che per questo avrebbe richiesto, a mio avviso, una adeguata composizione nel dibattito parlamentare, che non può essere sempre vissuto con fastidio o come un mero allungamento dei tempi della decisione politica», ha osservato il deputato Pd.
«SVILITA L'ISTITUZIONE». «Ciò svilisce, infatti, l'istituzione. Ecco, quindi, Signor Presidente che, pur rendendomi conto che non rientra tra le Sue prerogative alcuna decisione che involga l'apposizione della questione di fiducia sulla proposta di legge delega in discussione, sono certo che non mancherebbe di produrre effetto un Suo richiamo a un maggiore rispetto dei ruoli e le prerogative istituzionali e al corretto uso degli strumenti normativi».
«PROFONDO DISAGIO». «Mi permetto di manifestarLe questa mia preoccupazione», ha concluso Civati, «questo mio profondo disagio, che, quale rappresentante dei cittadini italiani, condivido con molti colleghi, anche in considerazione dell'attenzione che Ella in più occasioni ha mostrato verso la necessità che il Governo faccia un corretto uso degli strumenti normativi a sua disposizione. Un corretto uso che nel caso di specie mi pare, purtroppo, mancare nel modo più evidente».

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