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POLITICA 7 Ottobre Ott 2014 0805 07 ottobre 2014

Jobs act, Renzi-sindacati: incontro a Palazzo Chigi

Vertice Cgil-Cisl-Uil col premier. Che parla di «punti d'intesa». Camusso chiude.

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Una fase dell'incontro tra il governo e i sindacati sulle riforme a Palazzo Chigi.

Un'ora di tempo per provare a tenere a bada i sindacati. Il premier Matteo Renzi ha dedicato 60 minuti a Cgil, Cisl e Uil, convocati Palazzo Chigi martedì 7 ottobre ufficialmente per parlare genericamente di «riforme» anche se il vero nodo è stato quello del lavoro, con il progetto di mettere il Trattamento di fine rapporto (Tfr) in busta paga e di abolire l'articolo 18 («Almeno si fa alla svelta», s'era giustificato il capo del governo davanti a chi protestava per il poco tempo a disposizione).
CGIL IN PIAZZA. Alla fine, spiragli a parte su qualche tema, quasi tutti sono restati della loro opinione (le aperture sono arrivate da Cisl e Uil), con la Cgil che ha confermato la manifestazione di Roma del 25 ottobre, arrivando a dire che «sono state ripetute cose note che non determinano un cambiamento della valutazione già fatta», pur ammettendo di aver «registrato una disponibilità a discutere sulla rappresentanza sindacale».
INCONTRO DI UN'ORA. Dalle 8 alle 9 nella sala verde di Palazzo Chigi, l'ex rottamatore - era coadiuvato dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Graziano Delrio e dai ministri Giuliano Poletti, Pier Carlo Padoan e Marianna Madia - ha spiegato alle sigle sindacali i suoi progetti, non solo quelli riguardanti il Jobs act su cui il governo ha deciso di chiedere la fiducia in parlamento.
SOLDI PER IL LAVORO. Renzi, davanti ai leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl Susanna Camusso, Annamaria Furlan, Luigi Angeletti e Geremia Mancini - nel discorso di circa otto minuti di apertura ha lanciato un appello: «Il Paese ha bisogno di un clima di fiducia» - ha promesso di prolungare il bonus di 80 euro, ma ha pure parlato di 2 miliardi per tagliare il costo del lavoro. E sulla riforma dell'articolo 18, il premier ha svelato di voler introdurre il reintegro nei licenziamenti ingiustificati sia discriminatori sia disciplinari, precisando poi che l'Italia fa l'opposto della Spagna il cui modello si basa sulla riduzione dei salari.
VERTICE POSITIVO. Per arrivare quindi a definire l'incontro in termini positivi: «Ci sono sorprendenti punti d'intesa», ha detto il capo del governo chiudendo i lavori e anticipando il nuovo vertice con i sindacati per lunedì 27 ottobre (si parlerà di legge di Stabilità) e lasciando aperta la possibilità di un incontro anche con Poletti in data da stabilire. «Questa è l'unica vera novità dell'incontro è questa», ha poi commentato Camusso, sottolineando che quello del 7 ottobre è stato il primo vertice nei primi sette mesi di questo governo.
SALVARE AST, TERMINI E ILVA. Oltre ad anticipare di voler inserire nella legge di Stabilità una quota aggiuntiva di 1,5 miliardi per estendere gli ammortizzatori sociali (nel provvedimento sono previsti anche 2 miliardi per la riduzione delle tasse sul lavoro e 1 per la scuola), Renzi ha precisato che la tutela del reintegro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori per i licenziamenti ingiustificati resterà per quelli discriminatori ma anche per i disciplinari «previa specifica delle fattispecie».
TENSIONE SULL'ART.18. Ma proprio sull'articolo 18 ci sono stati momenti di tensione, soprattutto dopo che Renzi ha puntato il dito contro i sindacati, dicendo che «in questa crisi» ci sono «responsabilità anche di chi rappresenta il mondo del lavoro».
Parole che hanno reso più teso il vertice, tanto che poi la Cgil ha confermato «il giudizio negativo sul modo in cui si sta componendo l'intervento sul lavoro» e confermando il «totale dissenso» sulle modifiche all'articolo 18 e sul demansionamento.
PROLUNGARE IL BONUS RENZI. L'ex rottamatore ha pure spiegato che il bonus fiscale ai lavoratori dipendenti (i cosiddetti 80 euro) sarà strutturale a partire dal 2015. E lo stesso Renzi ha chiarito che il governo sta studiando le modalità tecniche per l'operazione.
Nel suo discorso, il premier ha spiegato di star valutando un emendamento sul Jobs act con norme sulla rappresentanza sindacale e sull'ampliamento della contrattazione decentrata.
SALVARE ILVA, TERMINI E AST. Quindi ai sindacati, il leader Pd ha spiegato che ci sono tre stabilimenti da salvare urgentemente, Termini Imerese, l'Ilva di Taranto e l'Ast di Terni: «Sono le tre T di cui bisogna subito occuparsi insieme».
Per Renzi è fondamentale che il forno dell'Ast di Terni «resti acceso»: «Ovviamente gli accordi si fanno in due», è stato il suo discorso, «ma è è necessario che la seconda struttura non venga chiusa. Sono molto preoccupato».
Durante l'incontro, il capo dell'esecutivo ha trovato spazio anche per parlare di evasione fiscale: «Va combattuta non con gli show ma attraverso l'incrocio delle banche dati», è il progetto di Renzi.

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