Maria Elena Boschi 141008180704
LAVORO 8 Ottobre Ott 2014 1933 08 ottobre 2014

Jobs Act, le misure varate dal governo

Niente reintegro per i licenziamenti economici: meno tipologie contrattuali, stop ai co.co.pro.

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Maria Elena Boschi e Giuliano Poletti in Senato per l'esame del Jobs Act (8 ottobre 2014).

Malgrado i mal di pancia della minoranza Pd e la rumorosa protesta in Aula di Movimento 5 stelle e Lega, la tanto attesa fiducia sul Jobs Act è infine andata in porto. Il maxiemendamento del governo ha incassato il via libera del Senato dopo che, nel corso della giornata, il ministro Giuliano Poletti aveva faticato non poco a illustrare in Aula le ultime novità introdotte dall'esecutivo.
NIENTE REINTEGRO PER MOTIVI ECONOMICI. Presentando il contratto a tutele crescenti per i neoassunti, Poletti ha spiegato che «il governo intende modificare il regime del reintegro così come previsto dall'articolo 18», «eliminandolo per i licenziamenti economici e sostituendolo con un indennizzo economico certo e crescente con l'anzianità». Prevista, invece, la possibilità del «reintegro per i licenziamenti discriminatori e per quelli ingiustificati di natura disciplinare particolarmente gravi, previa qualificazione specifica della fattispecie».

Ecco, punto per punto, le misure principali del Jobs Act:

- NEOASSUNTI, SOLO INDENNIZZO PER LICENZIAMENTI ECONOMICI. Per i nuovi assunti con contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti, si va all'eliminazione del reintegro per i licenziamenti economici, che viene sostituito dal solo indennizzo «certo» e crescente, appunto, con l'anzianità.

- SÌ REINTEGRO PER DISCIPLINARI GRAVI. Sì alla possibilità del reintegro, invece, per i licenziamenti ingiustificati di natura disciplinare «particolarmente gravi», le cui fattispecie saranno poi specificate nel decreto delegato. Come più volte ribadito, il reintegro previsto dall'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori resta per i licenziamenti discriminatori.

- CONTRATTI 'STABILI' MENO COSTOSI. Nel maxiemendamento presentato dal governo si punta a promuovere il contratto a tempo indeterminato «come forma privilegiata»» rendendolo «più conveniente rispetto agli altri tipi di contratto in termini di oneri diretti e indiretti». Il ministro Poletti ha sottolineato in particolare l'obiettivo che quello a tutele crescenti «costi meno, sia più attrattivo e contenga meno incertezze e, quindi, incentivi l'imprenditore ad investire e assumere di più».

-MENO TIPOLOGIE, STOP CO.CO.PRO. La scelta è per un «drastico» riordino delle tipologie contrattuali, con l'abolizione delle forme «più permeabili agli abusi e più precarizzanti, come i contratti di collaborazione a progetto». Il fine è definire un testo organico semplificato dei contratti e rapporti di lavoro.

- CAMBIARE MANSIONI SI PUÒ MA SALARIO NON SI TOCCA. Sì alla revisione delle mansioni del lavoratore (altro punto regolato fino a oggi dallo Statuto dei lavoratori all'articolo 13) in caso di riorganizzazione, ristrutturazione o conversione aziendale su «parametri oggettivi», per «la tutela del posto di lavoro, della professionalità e delle condizioni di vita», ma anche «economiche», con limiti alla modifica dell'inquadramento. E quindi al demansionamento.

- ANCHE CONTRATTAZIONE AZIENDALE PUÒ INTERVENIRE. Nella revisione delle mansioni anche la contrattazione aziendale e territoriale può individuare «ulteriori ipotesi».

- PER VOUCHER RESTA TETTO 5 MILA EURO. Il ricorso ai voucher viene esteso ma torna il tetto dei 5 mila euro l'anno, elevato nel testo di partenza della delega sul lavoro.

- 1,5 MLD PER NUOVI AMMORTIZZATORI, IN TUTTO 11-12 MLD. Il governo assume l'impegno a finanziare con 1,5 miliardi aggiuntivi i nuovi ammortizzatori sociali. L'obiettivo è di estenderli. In tutto sul piatto ci sono 11-12 miliardi, come spiegato dal responsabile economico del Pd Filippo Taddei, e tutele per un milione di persone in più. Si punta anche sulle politiche attive e su una maggiore tutela della maternità.

- SALARIO MINIMO, ANCHE A COLLABORATORI. Resta l'obiettivo di introdurre «eventualmente anche in via sperimentale» il compenso orario minimo anche per i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, nei settori non regolati da contratti nazionali.

- FERIE 'SOLIDALI'. Confermata la possibilità per il lavoratore che ha un plus di ferie di cederle a colleghi che ne abbiano bisogno per assistere figli minori che necessitano di cure.

- CONTRATTI SOLIDARIETÀ 'ESPANSIVI' PER MAGGIORE OCCUPAZIONE. Si punta a semplificare e a estendere il campo di applicazione dei contratti di solidarietà potenziandone l'utilizzo in chiave «espansiva», per aumentare cioè l'organico riducendo l'orario di lavoro e la retribuzione del personale.

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