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PERSONAGGIO 8 Ottobre Ott 2014 1256 08 ottobre 2014

Pd, Regione Campania: Pina Picierno perde terreno

Doveva sfidare Caldoro. Ma l'entourage di Renzi le avrebbe preferito Orlando.

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Pina Picierno, 33enne deputata del Pd. © Getty

Da Santa Maria Capua Vetere, provincia di Caserta, a Roma, da Roma a Bruxelles, e da Bruxelles magari a Napoli, Palazzo Santa Lucia precisamente, sede della Regione Campania.
I rumors democratici davano Pina Picierno, 33enne europarlamentare, pronta a scendere in campo alla guida dei renziani per sconfiggere il governatore uscente Stefano Caldoro, e il suo ex sfidante, il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca, pronto a ritentare l’impresa.
Ma tra la Picierno e De Luca si è messo un altro europarlamentare democratico, Andrea Cozzolino, nome forte della vecchia guardia democratica campana, quella di Antonio Bassolino, per intendersi. E così gli uomini del premier avrebbero ritenuto più opportuno virare su Andrea Orlando, oggi ministro dell’Ambiente, fino a qualche tempo fa commissario del partito napoletano dopo lo scandalo delle primarie 2010.
ORLANDO SUPERA PICIERNO. Un nome forte, nazionale, ma che già conosce l’ambiente e capace, o almeno così sperano nelle stanze del partito, di mettere un po’ di pace almeno in Regione, visto che nel frattempo la sospensione del sindaco Luigi De Magistris ha aperto il fronte anche al Comune di Napoli.
Il risultato è che la Picierno è stata rimessa in panchina, in attesa degli sviluppi del caso e anche delle decisioni di Orlando: e dire che la Fonderia delle Idee, evento organizzato a Napoli il 26, 27 e 28 settembre, doveva servire anche a tirare la volata alla sua candidatura.
GLI SCONTRI CON CACCIARI E SGARBI. Sarebbe forse la prima, vera, battuta d’arresto nella carriera fulminante di questa 33enne ex demitiana - sul leader Dc fece la sua tesi di laurea - poi veltroniana, franceschiniana, bersaniana, e ora renziana di ferro, una che non si tira indietro e frequenta volentieri i salotti televisivi, con risultati non sempre brillanti. Come sul caso 80 euro, quando a Ballarò sostenne che una massaia può fare la spesa per due settimane con quella cifra. E in generale, dai confronti è uscita spesso malconcia, da quello con Antonello Caporale a Massimo Cacciari per non parlare del recente battibecco con Vittorio Sgarbi a L’aria che tira, che l’ha apostrofata duramente: «Quali idee? Idee fuse, le mie idee si conoscono, le tue non si sono mai sentite, non hai mai avuto un'idea, sei diventata parlamentare europeo solo perché ti hanno messo prima nella lista perché sei donna, il posto tuo era di Emiliano, sei la cameriera di Renzi, una nullità assoluta».

L'attacco di Grasso e il flop di Occupy Scampia

Che la Picierno non attiri troppe simpatie è storia vecchia, anzi più di tanti altri è stata criticata ferocemente da amici e nemici. Andrea Scanzi, giornalista de Il Fatto Quotidiano, disse che se messo in una lista renziana, anche un facocero avrebbe preso più voti della Picierno. Aldo Grasso ha scritto che «non perde mai occasione per avere un po' di visibilità, anche a costo del ridicolo».
Ma forse il flop più bruciante resta quello del 2012, quando provò a fare da trait d’union tra Gomorra e il fiorire dei movimenti Occupy lanciando Occupy Scampia, corteo nel quartiere delle Vele. Ma in quel freddo pomeriggio di febbraio nessuna tenda fu pianta in piazza Giovanni Paolo II: a “occupare” la piazza c'erano soprattuto cronisti arrivati da tutta Italia per seguire l’evento, alla spicciolata arrivò qualche politico locale, ma insomma, nessun pienone.
BRUCIATA DA ROSY ALL'ANTIMAFIA. C’era invece una bella dose di diffidenza da parte della gente del quartiere: «Non si critica la buona volontà della gente che ha lanciato Occupy Scampia. Ma quando ci si confronta con realtà delicate come la nostra bisogna avere l'umiltà di ascoltare prima chi vive giorno per giorno il territorio. Gli eventi una tantum non servono a nulla, abbiamo bisogno di cose che durano. Qui le persone sono stanche di essere considerate come eroi o criminali», si lamentò Mirella Pignataro del Gridas, associazione culturale che da 30 anni lavora con i ragazzi del quartiere. Ma l’impegno paga, e nel caso di Pina Picierno non si può certo dire che non sia vero. Così, per il secondo giro in parlamento, la deputata finì tra i nomi per la presidenza della commissione Antimafia, con Roberto Saviano che nemmeno troppo velatamente sembrava propendere per lei, che è pure responsabile nazionale della Legalità e del Sud nel Pd: la mossa non riuscì, la spuntò Rosy Bindi, e la casertana rimase come semplice membro della commissione.
IL LEGAME CON SAVIANO. Il rapporto con Saviano rimane comunque saldo. Anzi. Più volte la 33enne si è posta come tramite tra lo scrittore e la politica, e i tweet di supporto l’uno all’altro non sono sfuggiti agli occhi dei più attenti. Tanto che a un certo punto è iniziata a circolare la voce che tra i due ci sarebbe stata più di una semplice amicizia. La scorsa estate, smaltito Ferragosto, il quotidiano napoletano Il Roma ha pubblicato in prima pagina la notizia della liason: «Rumors molto accreditati all’interno del partito raccontano di una storia d’amore che va avanti da sette mesi tra il giornalista anticamorra e l’ex fan di Ciriaco De Mita». Tutto da lei smentito con un tweet il giorno dopo: «Nessun flirt. Nell’attribuirmi una relazione con Saviano vedo giornalismo regredito a pettegolezzi da scuole medie». Ma in molti restano convinti del fatto che, se riuscisse a spuntare la candidatura per la Regione, il primo a sostenerla sarebbe proprio lo scrittore anticamorra.

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