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SUMMIT A MILANO 8 Ottobre Ott 2014 1933 08 ottobre 2014

Vertice Ue sul lavoro, Renzi: «Portiamo a casa il risultato»

Il premier: «Sceneggiata M5s». Merkel, ok al Jobs Act. «Deficit-Pil al 2,9%».

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Matteo Renzi e Angela Merkel.

Matteo Renzi ha incassato l'ok dell'Ue sulla riforma del lavoro. E ha bollato le proteste di M5s-Lega al Senato contro il Jobs Act come «sceneggiate, non politica» e «mancanza di rispetto». Ma ha promesso di «portare a casa il risultato» nonostante la dura opposizione in Aula.
Al termine del vertice Ue sul lavoro a Milano, il premier ha detto che «si può non essere d'accordo, ma la correttezza del dialogo parlamentare prevede che si consenta di votare e di verificare se ci sono i numeri».
LIMITE DEL 3% ANTIQUATO. In ambito europeo, Renzi ha spiegato che «l'Italia è credibile solo se porta a casa le riforme», mentre «un'Europa che pensa solo ai vincoli è arida». Nella legge di stabilità, il 15 ottobre, «metteremo il limite al tetto del debito al 2,9%» anche se il parametro del 3% è stato «pensato più di 20 anni fa, in un altro mondo».
MERKEL: «JOBS ACT PASSO IMPORTANTE». La cancelliera tedesca Angela Merkel ha affermato che il Jobs Act è «un passo importante per eliminare le barriere nel mercato del lavoro» e si è detta convinta che Francia e Italia rispetteranno gli impegni.
SOSTEGNO DELL'UE A RENZI. Il presidente del Consiglio europeo, Herman van Rompuy, si è congratulato con Renzi per «la riforma che ha iniziato nel mercato del lavoro, dove bisogna superare il crescente divario tra chi è dentro e chi è fuori». Dal vertice, però, non sono emerse decisioni operative per una vera svolta contro la disoccupazione giovanile alle stelle.

Barroso: «Avanti con le riforme»

José Manuel Barroso e Herman Van Rompuy.

Anche il presidente della commissione Ue, Josè Manuel Barroso, ha appoggiato Renzi e ha ricordato come «qualche tempo fa si diceva che la Grecia sarebbe uscita fuori dall'euro e che ci sarebbe stata un'implosione. L'euro ha resistito e noi ce l'abbiamo fatta, abbiamo ripristinato la stabilità».
Ma «non abbiamo ancora vinto la scommessa sulla crescita che resta debole e iniqua. Il mio messaggio agli Stati è: per avere più crescita e maggiore occupazione andate avanti con le riforme».
SCHULZ: «DISOCCUPAZIONE GIOVANILE PREOCCUPANTE». Secondo il presidente del parlamento europeo, Martin Schulz, «la disoccupazione giovanile rimane uno dei fenomeni più preoccupanti» in Europa.
HOLLANDE: «LA FRANCIA RISPETTA GLI IMPEGNI». Sul tema della disoccupazione giovanile ha insistito soprattutto il presidente francese, François Hollande: «Il lavoro è la più grande sfida, se non riusciamo a vincerla il popolo abbandonerà l'Europa», ha detto, ricordando che «la Francia farà in modo di rispettare gli impegni assunti e di utilizzare la flessibilità prevista».

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