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REAZIONI 9 Ottobre Ott 2014 0857 09 ottobre 2014

Jobs Act, Renzi: «Abbiamo fatto un grande passo avanti»

Il premier dopo il voto: «Italiani stufi di sceneggiate». Su Tocci: «Spero ci ripensi».

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Matteo Renzi.

Al suo arrivo nella sede romana del Partito democratico, Matteo Renzi ha commentato con soddisfazione il voto in Senato sul Jobs Act, andato in porto nella notte tra l'8 e il 9 ottobre. «Ieri i senatori hanno fatto un grandissimo passo avanti», ha detto, sottolineando come «il margine dei voti della maggioranza sia molto forte, 165 a 111: sono molto contento anche del risultato numerico».
«AMAREZZA PER LE SCENEGGIATE». Riferendosi alle proteste in Senato, il premier ha ribadito quanto già espresso il giorno precedente: «Gli italiani sono stanchi delle sceneggiate di alcuni senatori. Rimane l'amarezza perché i lanci di libri contro la presidenza sono immagini tristi per i cittadini che si domandano che senso abbia».

«FARÒ DI TUTTO PERCHÉ TOCCI TORNI». Il presidente del consiglio ha anche Commentato l'addio di Walter Tocci, che ha votato in linea con il partito, ma al termine della seduta ha annunciato le sue dimissioni da senatore, per manifestare il suo dissenso nei confronti della linea dell'esecutivo. «Farò di tutto», ha precisato Renzi, «perché Walter Tocci, che è una persona che stimo molto, continui a fare il senatore. Nonostante abbiamo idee diverse farò di tutto perché resti. Proverò a dirgli che le sue dimissioni sono un errore».
DAL SENATORE NESSUNA RETROMARCIA. Tocci, tuttavia, è intervenuto a stretto giro e, nonostante le parole del premier, ha confermato le dimissioni, legate al contrasto fra la responsabilità verso il partito e la coerenza con le proprie idee che gli fanno ritenere la delega «un provvedimento vecchio. Le dimissioni sono un atto nobile, non si gioca» con questo. Una volta «date, sarà l'Aula a decidere se accettarle o respingerle». E ancora: «Le parole di Renzi mi hanno fatto molto piacere, lui dice che nel partito possono convivere posizioni diverse. Se queste sono le intenzioni, abbiamo tutto il tempo per valutare».

Fassina: «Nuovi casi Tocci? Non so, c'è sofferenza»

Il deputato del Pd ed ex viceministro dell'Economia Stefano Fassina.

E a dimostrare che i mal di pancia in seno al Pd non sembrano affatto essersi placati ecco le parole di Stefano Fassina: «Avverto una grandissima preoccupazione e sofferenza di una parte dei gruppi parlamentari, che non è determinata da casi individuali, ma che rappresenta la preoccupazione di un pezzo molto significativo del nostro mondo».
CIVATI: «UNA RIFORMA DI DESTRA». Duro anche il giudizio di Pippo Civati, per il quale, dopo l'approvazione del Jobs Act, «che è una riforma di destra», i parlamentari e gli iscritti del Pd si «disamoreranno». E alla domanda di una sua uscita dal Pd, Civati ha replicato: «La scissione se non la fa Civati, prima o poi la farà qualcun'altro. Quattro anni di governi di larghe intese stanno snaturando il Pd».

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