GIUSTIZIA 9 Ottobre Ott 2014 1558 09 ottobre 2014

Mose: patteggiamenti per 12 milioni di euro

Quattro milioni da Mazzi; 2,6 da Galan. Che il 9 ottobre ha lasciato il carcere.

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In tutto patteggia due anni e 10 mesi e la confisca di 2,6 milioni di euro. Così il 'doge di Venezia', l’ex governatore del Veneto Giancarlo Galan, è uscito il 9 ottobre dal carcere di Opera nel Milanese (guarda le foto), dove era stato rinchiuso con l’accusa di corruzione dopo l’arresto del 4 giugno, quando assieme a lui finirono in manette in 35 tra politici, presidenti del Magistrato alle Acque, imprenditori.
Il suo è il patteggiamento più eclatante nello scandalo delle tangenti del Mose, l’opera per la difesa di Venezia dall’acqua alta.
Sono in 22 gli indagati che hanno chiesto di patteggiare, pene pecuniarie in primis, che permetteranno allo Stato di recuperare oltre 12 milioni di euro. Poi ci sono le pene detentive, due anni in media, e quindi pene sospese. Il 16 ottobre per 20 di loro comunque sarà il giudice per le indagini preliminari Giuliana Galasso a decidere.

RESTANO IN CARCERE CHISSO E SUTTO. Invece in carcere restano ancora l’ex assessore regionale alle Infrastrutture, Renato Chisso, e Federico Sutto, dipendente del Consorzio Venezia Nuova (Cvn). Il record per somme da versare lo vince Alessandro Mazzi: 4 milioni di euro e due anni, che gli hanno permesso però di uscire dal carcere di Parma già a settembre. Poi ci sono i 2,6 milioni di Galan, e il milione di euro di Luciano Neri, ex segretario del Consorzio Venezia Nuova e gli 800 mila più due anni dell’ex presidente del Magistrato alle Acque di Venezia Patrizio Cuccioletta, che ha confessato di essere a libro paga di Giovanni Mazzacurati e del Consorzio per agevolare pratiche e collaudi. Cui si sommano i 700 mila euro e due anni di Gianfranco Boscolo Condadin della Nuova Codemar, i 676 mila più due anni di Mario e Stefano Boscolo Bacheto della Cooperativa San Martino.

MARCHESE PATTEGGIA 11 MESI. L’ex dirigente del Cvn Maria Teresa Brotto deve saldare 600 euro per il concorso con le corruzioni commesse dall'allora presidente Mazzacurati, anche se le è stato riconosciuto di non aver intascato alcuna tangente.
Un anno e tre mesi e 100 mila euro sono il prezzo che deve pagare l’imprenditore svizzero Cristiano Cortella, accusato di essere la mente del meccanismo delle false fatture della Mantovani, l’impresa di primo piano all’interno del Cvn. Patteggia anche l'ex presidente del Coveco, per un anno e 19 mila euro, mentre per l’ex consigliere regionale del Pd Giampaolo Marchese sono 11 mesi per finanziamenti illeciti e la possibile confisca della somma contestata.
MAZZACURATI RESTA NEGLI USA. L’ex commercialista di Galan, Paolo Venuti, ha l’ok del pm per patteggiare due anni e 70 mila euro. Il più sfortunato è stato invece l’ex sindaco di Venezia Giorgio Orsoni, accusato di finanziamento illecito per 110 mila della sua campagna elettorale, pagata con i soldi del Consorzio Venezia Nuova.
Orsoni, a fine giugno, ha chiesto di patteggiare quattro mesi e 15 mila euro, ma il gup di Venezia Massimo Vicinanza ha giudicato la pena non congrua rispetto alla gravità dei fatti, affidando il caso al giudice.
L’europarlamentare Lia Sartori, invece, dopo tre mesi ai domiciliari per finanziamento illecito, è tornata libera, il primo ottobre, perché sono scaduti i termini di carcerazione preventiva. Per lei la procura ha chiesto il rito immediato. L’altro personaggio chiave dell’inchiesta della procura veneziana, Mazzacurati, è invece ancora negli Usa, dove è stato interrogato per rogatoria.

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