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DIRITTI 10 Ottobre Ott 2014 1758 10 ottobre 2014

Nozze gay, Renzi: «Faremo una legge»

Il premier apre ma è frattura col Ncd. «E metteremo un'unica tassa comunale».

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Matteo Renzi.

Il veto di Angelino Alfano alle nozze gay ha riaperto il dibattito. L'assenza di una legge che prevede la possibilità di unioni tra persone dello stesso sesso rischia di essere un serio ostacolo per quei Comuni che hanno deciso di registrare i matrimoni contratti all'estero, così il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha promesso un intervento da parte del governo.
«Faremo una legge. Che non è una battuta, è la verità», ha detto il premier rispondendo a una domanda sullo scontro tra il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e il ministro dell'Interno.
FRATTURA CON IL NCD. Ma l'uscita del premier ha aperto un fronte dentro il governo, perché la pattuglia dei ministri Ncd non è disposta a seguire il premier. Il ministro alfaniano Maurizio Lupi lo ha detto chiaramente: la legge sulle unioni civili non è una priorità. «Prima di fare una nuova legge bisogna che i sindaci rispettino le leggi che già esistono», è la sua posizione. La frattura con l'Ncd si consuma anche in parlamento, dove si è saldato l'asse tra Forza Italia e Partito democratico, entrambi decisi ad andare avanti ed approvare in tempi rapidi una nuova legge.
NITTO PALMA ANUNCIA VOTO SU TESTO DI FI. Francesco Nitto Palma, presidente azzurro della commissione Giustizia di Palazzo Madama, ha annunciato che dopo il 13 ottobre è in programma un voto sul testo preparato dalla Dem Laura Cirinnà, messo in stand by la scorsa estate in attesa di un disegno di legge del governo che però non è mai arrivato. Il testo su cui si è previsto che si voti in commissione, partorito in casa dem al Senato, abbraccia la realtà di tutte le coppie omosessuali che chiedono allo Stato un riconoscimento. Viene riconosciuta legalmente l'unione tra due persone dello stesso sesso attraverso la loro registrazione negli uffici comunali e applica alle coppie gay questa tutte le disposizioni previste per il matrimonio, dall'eredità agli alimenti, con l'unica esclusione delle adozioni.
ALFANIANI: «LA FAMIGLIA È PRIORITARIA». L'annuncio di Nitto Palma ha messo subito in allarme il Nuovo Centrodestra e fortifica l'allenza FI-Pd. Per il partito di Alfano «i diritti della famiglia naturale vengono prima di tutto». La portavoce Barbara Saltamartini ha sostenuto che «in un momento di crisi economica e di difficoltà sociali come quello che stiamo vivendo è prioritario velocizzare le risposte da dare alla famiglia piuttosto che concentrare i lavori parlamentari sulla legge sulle unioni civili».
Ha lasciato uno piccolo spiraglio aperto il capogruppo Sacconi, pronto a discutere su alcuni interventi «pragmatici».
SCONTRO NEI COMUNI. In parallelo allo scontro politico, le unioni civili sono oggetto per i sindaci di confronto con la cittadinanza. I primi cittadini infatti si trovano tra due fuochi, quello politico incarnato nell'editto di Alfano, e quello sociale rappresentato dalle coppie omosessuali che chiedono un riconoscimento legale. Giovedì 9 ottobre il sindaco del capoluogo lombardo Giuliano Pisapia aveva annunciato sulla sua pagina facebook di aver firmato le prime sette trascrizioni di matrimoni contratti all'estero tra persone dello stesso sesso. Il 10 ottobre Pisapia ha ricevuto l'ordine del prefetto di Milano di consegnare tutta la documentazione riguardano le trascrizioni. Una mossa che lascia presagire un possibile scontro istituzionale.

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