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POLITICA 10 Ottobre Ott 2014 0750 10 ottobre 2014

Riforme, botta e risposta Schaeuble-Padoan

Testa a testa sulla ripresa. La Germania vuole regole. L'Italia punta sulla crescita.

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Wolfgang Schaeuble e Pier Carlo Padoan.

Botta e risposta tra ministri delle Finanze. Gli attori di questo testa a testa sono il tedesco Wolfgang Schaebule e Pier Carlo Padoan. L'occasione arriva con il confronto a un dibattito sull'agenda europea delle riforme a margine dei lavori del Fondo monetario internazionale.
«Nessuno vuole dare lezioni all'Italia o ad altri Stati, tanto meno la Germania», ha detto Schaeuble, «e nessuno ha la minimia intenzione di rinfocolare la polemica Renzi-Merkel», quella secondo cui la cancelliera tratta tutti da scolari per imporre la sua politica di austerity.
Ma Schaeuble, considerato il 'falco' per eccellenza dell'Eurozona, ribadisce con fermezza la linea di Berlino: «Le regole in Europa devono valere per tutti. Se le dovessero rispettare solo i piccoli stati e non i grandi sarebbe un fallimento».
L'INVITO A RISPETTARE LE REGOLE. Un chiaro messaggio a Roma e Parigi che Schaeuble, di fatto, invita a non fare di testa propria. «La Germania non deve dire all'Italia cosa fare, non è questa la strada. E non è suo interesse fare l'arrogante con i partner. Ma», ammonisce il ministro tedesco, «se cominciamo a ragionare ognuno per sé, allora perderemo tutti».
Questo a partire dalla delicatissima questione della flessibilità dei vincoli di bilancio: «Di flessibilità ne abbiamo già abbastanza», spiega Schaeuble, «e nessun governo sta chiedendo di cambiare la regola del 3%. Pier Carlo ne è perfettamente consapevole. Il problema è attuare l'agenda delle riforme e degli investimenti, e su questo siamo tutti d'accordo».
«RESPONSABILITÀ GLOBALE». Il richiamo del tedesco è quello a «una responsabilità a livello globale: per questo la Germania, la cancelliera Merkel stanno chiedendo a tutti di risolvere ognuno i propri problemi».
Padoan ascolta con attenzione, e rilancia la ricetta fatta di politiche 'growth friendly', di una crescita che non può essere soffocata dal pur necessario risanamento.
«Le riforme richiedono tempo, anche perché», ricorda il ministro dell'Economia, «l'Italia fronteggia una doppia sfida: non solo fare le riforme strutturali, ma farle nel contesto di un ciclo economico negativo. Serve quindi una strategia che va oltre il breve termine, perché le riforme vanno attuate. E questo richiede tempo, anche per coagulare il necessario consenso sociale».
«JOBS ACT È UN PASSO AVANTI». A proposito della flessibilità sui conti, poi, Padoan si astiene dall'entrare nella discussione «3% sì, 3% no». Ribadisce come sia importante tenere a bada la spesa. Ma come sia altrettanto importante «cambiare la composizione degli aggiustamenti di bilancio, un aspetto finora spesso sottovalutato».
Poi, l'impegno ad andare avanti con un programma di riforme ambizioso, dopo il varo del Jobs Act che segna «un passo in avanti molto importante».

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