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CASO AL PERTINI 10 Ottobre Ott 2014 1247 10 ottobre 2014

Scambio embrioni Roma, ricorso bocciato

Strasburgo: richiesta «inammissibile» dalla coppia vittima di un errore.

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Sono nati il 3 agosto 2014 i bambini contesi a Roma dopo lo scambio di embrioni all'ospedale Sandro Pertini.

La Corte europea dei diritti umani ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dalla coppia i cui embrioni sono stati impiantati per errore nell'utero di un'altra donna all'ospedale Pertini di Roma nel dicembre 2013. Il ricorso è stato rigettato perché la Corte ritiene che i ricorrenti non abbiano esaurito tutte le possibilità offerte dalla legislazione italiana per ottenere il riconoscimento di una violazione dei loro diritti.
VIOLATO UN DIRITTO. Nel ricorso presentato dalla coppia, indicata solo con le lettere X e Y, viene sostenuto che lo Stato italiano ha violato il loro diritto al rispetto della vita privata e familiare protetto dall'articolo 8 della convenzione europea dei diritti umani perché a causa di un errore di un ospedale pubblico i loro embrioni sono stati impiantati in un'altra donna.
Inoltre, secondo i ricorrenti le leggi italiane non garantiscono la protezione del loro status di genitori biologici nonostante il test del Dna abbia dimostrato che il loro e quello dei gemelli, nati il 3 agosto, sia compatibile.
DECISIONE DEFINITIVA DELLA CORTE. La Corte di Strasburgo ha però rigettato il ricorso, una decisione definitiva, per non esaurimento dei rimedi interni da parte della coppia. Secondo la convenzione europea dei diritti umani, prima di portare un ricorso a Strasburgo, i cittadini devono dare modo al proprio Stato di rimediare ai propri errori. I giudici di Strasburgo hanno affermato che i ricorrenti non hanno iniziato alcun procedimento civile o penale per far accertare le responsabilità dell'ospedale e del personale medico per quanto è accaduto e ottenere un riconoscimento del danno subito.

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