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SCENARIO 10 Ottobre Ott 2014 0600 10 ottobre 2014

Yemen, una guerra tra Iran e Isis

Diviso tra gli houti sciiti e al Qaeda, il Paese è a un passo dalla guerra civile.

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Per i pasdaran lo Yemen farà «presto» ingresso «nell’orbita iraniana», dopo essere diventato «terreno di battaglia contro i jihadisti dello Stato islamico». Lo aveva previsto questo settembre, nel pieno della rivolta a Sana'a, Ali Zakani, deputato ultraconservatore iraniano ed ex paramilitare basij (la Forza di resistenza di mobilitazione creata dall'ayatollah Khomeini).
Parole che si sono rivelate profetiche, anche se in parte troppo ottimistiche.
LA MATTANZA DI SANA'A. Rifornite di armi da Teheran, le milizie sciite houti presero il controllo della Capitale, tra gli applausi del popolo. Dopo la mattanza di 200 morti, le strade sono tornate trafficate e pulite, i servizi sono stati almeno in parte riattivati grazie al servizio d'ordine dei conquistatori, insediati negli uffici e ai posti di blocco.
LO SPETTRO DELLA GUERRA CIVILE. Ma il baratro di una guerra civile non si è mai allontanato. Anzi, festeggiata in pace la pasqua islamica della Eid al Ahda, lo Yemen è sprofondato nella crisi attesa. Il governo di transizione nato dal fragile accordo, sotto l'ombrello dell'Onu, tra i ribelli sciiti e i sunniti defenestrati dai palazzi di Sana'a, «per preservare l'unità nazionale», è durato l'arco di un giorno.
NUOVI MORTI. Contestato in massa dagli houti, il premier yemenita Ahmed Awad ben Mubarak (capo di Gabinetto del presidente uscente) ha rassegnato le dimissioni appena nominato. Ma a vincere, come da previsioni, non sono stati i rivali sunniti del partito dei Fratelli musulmani Islah, crogiuolo ormai di corrotti. Ma i terroristi di al Qaeda.
E così gli sciiti filo-iraniani sono stati colpiti da un maxi attentato nella piazza centrale di Sana'a (43 morti e numerosi feriti), dove i ribelli sciiti erano pronti a dimostrare con molta gente comune.

Le stragi di al Qaeda contro il cambiamento


La manifestazione per un nuovo governo sciita e una nuova Costituzione è stata annullata.
Il kamikaze che si è fatto saltare con una cintura esplosiva ha ucciso anche diversi bambini, mutando in sangue il sogno di cambiamento di molte famiglie e giovani vite.
NESSUNA RIVENDICAZIONE. La strage, a poche ore dal ritiro di ben Mubarak, non è stata rivendicata da al Qaeda nella penisola araba (Aqap), sigla che raggruppa i fondamentalisti sunniti che, dalla guerra in Afghanistan del 2001, sono migrati a grappoli nel rifugio sicuro dello Yemen.
Ma con il radicalizzarsi della Primavera araba, nonostante i droni americani i mujaheddin fedeli a Osama bin Laden si sono rafforzati. Tra i numerosi attentati, prima di giurare fedeltà all'Isis questa estate Aqap ha colpito per due volte il quartier generale degli houti della capitale.
LA REGIA IRANIANA. Ideologicamente, i qaedisti si pongono sia contro il governo fantoccio della Fratellanza, accusato di essere troppo filo-occidentale, sia contro gli antagonisti sciiti che, dai territori del Nord, puntano a conquistare l'intero Paese.
Sotto l'ala dell'Iran, i ribelli houti hanno approfittato della scarsa presa del presidente Abed Rabbo Mansour Hadi: un militare surrogato del dittatore uscente Ali Saleh. E verosimilmente anche in Yemen i Fratelli musulmani si avvicineranno alle formazioni estremistiche, come in Egitto, Libia e Siria.
AL QAEDA CONTRO TEHERAN. Al Qaeda nella penisola araba-Isis è lo strumento ideale dei finanziatori del Golfo di cellule sunnite salafite e jihadiste (Arabia Saudita ed Emirati, ma ultimamente anche il Qatar) per bloccare le mire espansionistiche della Repubblica islamica in Medio Oriente.
Nei cortei di Sana'a sfilano i ritratti del leader di Hezbollah, braccio militare e politico dell'Iran in Libano, Hassan Nasrallah. Oltre la Siria, dal Paese dei cedri la teocrazia sciita che spaventa Israele ha l'opportunità di espandersi, con il vuoto di potere, dall'Oman allo Yemen, nel cortile di casa saudita.

Gli sciiti houti prima vera alternativa del post Saleh


L'occasione è ghiotta, perché il nord dello Yemen è saldamente in mano agli houti. E la maggioranza degli yemeniti che nel 2011 solidarizzava in piazza Tahrir - così si chiama anche a Sana'a - per la Fratellanza musulmana, ora dà fiducia all'altro ramo dell'Islam.
CRISI E POVERTÀ. Lo fa innanzitutto per la frustrazione di non aver mai assistito, dopo 20 anni di Saleh, a un vero cambio di regime: il governo del fiduciario Mansour Hadi è stato ancora peggio. Senza contare la crisi che, durante la “transizione”, ha reso lo Yemen ancora più povero.
I ribelli houti che si sono dichiarati contro il sistema rappresentano l'alternativa a uno Stato dal 1992 vassallo degli americani. Prima della riunificazione, in Yemen c'erano a Sud i marxisti della Repubblica popolare (1971-1990). E al Nord, prima della Repubblica araba nasseriana (1962-1990), regnava un imam sciita discendente del ramo zaydita arrivato a espandersi fino alla Persia.
PAESE FRAMMENTATO IN TRIBÙ. Il legame storico tra lo Yemen, e in particolare tra gli houti sciiti, e l'Iran è un altro fattore che agevola la sua penetrazione, facendo leva anche sulle rivalità di un Paese mai davvero unito tra Nord e Sud e frammentato in tribù. Gli stessi 5 milioni di houti ne contano circa 400.
Caduto il padre-padrone della riunificazione, un altro governo di unità nazionale è naufragato e altri falliranno. Ma imporre, come in Siria, un governo satellite non sarà facile per l'Iran, impegnato a capitalizzare, come i rivali sunniti, la cosiddetta Primavera araba allargando la sua influenza nella regione.
ESPANSIONISMO IRANIANO. Lo Yemen è lo Stato del Golfo più povero e con meno risorse, ma ha un ruolo strategico chiave perché dal Golfo di Aden passano le petroliere verso Suez. Un rivolgimento interno potrebbe inoltre rinfocolare le rivolte già represse in Bahrein e nelle altre monarchie sunnite del Golfo.
C'è da scommettere che i sauditi, alleati di ferro degli Usa, faranno di tutto per non finire attorniati da teocrazie sciite. Dove i governi sunniti, anche con colpi di Stato, non arrivano, potrebbe arrivare al Qaeda-Isis.

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