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MONITO 11 Ottobre Ott 2014 1520 11 ottobre 2014

Barroso: «In Italia tasse troppo alte»

Il presidente della Commissione Ue: «Renzi ha contagiato con l'entusiasmo».

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Il presidente uscente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso durante la lectio magistralis tenuta all'Università Suor Orsola Benincasa di Napoli.

Josè Manuel Barroso plaude all'Italia e al premier Matteo Renzi. Ma da Napoli, dove ha tenuto una lectio magistralis tenuta all'Università Suor Orsola Benincasa, ha chiarito che il nostro Paese «ha grandi potenzialità se avrà il coraggio e la determinazione di fare riforme strutturali».
Il presidente uscente della Commissione europea ha spiegato inoltre che in Italia «ci sono le tasse sull'energia più alte del mondo e una fiscalità troppo alta che limita la competitività delle aziende» (la Cgia di Mestre ha calcolato che i balzelli sulla casa sono più alti a Bologna, Roma, Bari e Genova). E per questo ha invocato «riforme come il Jobs act», che, per Barroso, è una «riforma coraggiosa».
RENZI CONTAGIA L'ITALIA. Il giudizio positivo dell'ex premier portoghese, però, s'è allargato anche a Renzi, considerato come il politico che ha «portato tanta energia» e che ha «contagiato» il Paese «con il suo entusiasmo»: «Questo è un bene», ha detto il presidente uscente della Commissione Ue, «lui usa queste qualità per portare avanti le riforme necessarie all'Italia e sta dando all'Europa giusti segnali in termini riformistici». Quindi Barroso ha lanciato un appello: «Speriamo che Renzi riesca nel suo obiettivo, sarebbe un successo per Roma e Bruxelles».
GIUSTIZIA TROPPO LENTA. Tuttavia, il lusitano non ha lesinato un affondo all'Italia soprattutto sul tema della giustizia.
«L'opinione che abbiamo in Europa del sistema giudiziario italiano non è che non sia corretto o giusto, ma che è troppo lento», ha detto Barroso. «Apprezziamo molto i magistrati che hanno condotto battaglie contro la mafia sconfiggendola quasi del tutto», ha aggiunto, «e credo che come altrove ci siano magistrati efficienti e altri meno bravi. Il problema non è una singola categoria, ma il sistema che va rivisto nel complesso».
MALE LA SPESA PER I FONDI EUROPEI. Il portoghese ci ha bacchettao anche sulla spesa dei Fondi europei.
«Dovreste essere tra i migliori in classifica», è stato il monito dell'ex capo del governo del Portogallo, «invece siete tra i peggiori assieme a Croazia, Romania e Bulgaria. Questo non è accettabile per un Paese con la tradizione europea dell'Italia». Poi ha ricordato di averlo già detto «a Berlusconi, Monti, Letta e ora a Renzi»: «Perdere tanti soldi per carenze amministrative, è uno spreco inammissibile».
LA CRISI NON È COLPA DELL'UE. Poi, Barroso ha precisato che la «crisi non è stata creata dall'Ue ma dai comportamenti irresponsabili dei governi che hanno prodotto debito pubblico».
«Avrei preferito una risposta più esaustiva dall'Europa», ha concluso il presidente uscente della Commissione Ue, «ma grazie alla nostra azione abbiamo salvato diversi Paesi dal fallimento. Draghi merita tutto il nostro sostegno e la nostra ammirazione».
«LASCIO UN'UE PIÙ FORTE». Infine, da Napoli è stato tempo di bilanci per Barroso che deve lasciare il posto a Jean-Claude Juncker, dal 1 novembre nuovo presidente della Commissione Ue (lui non ha ancora deciso cosa fare, ma di sicuro ha promesso non vorrà tornare a fare politica).
«Nei 10 anni di presidenza Ue non c'è stata una giornata di calma, ma ora che il mio mandato sta per scadere posso dire che lascio un'Europa più forte e non più debole», ha detto il portoghese, ricordando come l'ultimo decennio sia stato «probabilmente il periodo più difficile dell'ultimo secolo per l'Europa»: «Non solo perché c'è stata una crisi costituzionale con i referendum in Irlanda e Francia, ma anche per la crisi finanziaria e quella politico-militare tra Russia e Ucraina. Ma l'Ue non ha ceduto», ha argomentato Barroso.

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