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EUROPA 11 Ottobre Ott 2014 2012 11 ottobre 2014

Belgio, il nuovo governo giura: polemiche coi separatisti

Fiamminghi fanno il gesto 'V' con le dita. E scoppia la polemica.

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Il governo di Elio Di Rupo.

Ad appena quattro mesi e mezzo dalle elezioni del 25 maggio (niente rispetto ai quasi due anni necessari per varare il precedente esecutivo, del socialista Elio Di Rupo) il nuovo governo di destra del Belgio - coalizione di liberali e cristiano-democratici con i separatisti fiamminghi dello N-Va, guidata dal liberale francofono Charles Michel, che a 38 anni diventa il più giovane primo ministro nella storia del Paese - è ufficialmente entrato in funzione con la cerimonia al palazzo reale di Bruxelles in cui il premier, i 14 ministri e 4 segretari di stato hanno giurato fedeltà al nuovo re Filippo e «obbedienza alla Costituzione e alle leggi del popolo belga».
POLEMICHE SULL'USO DELLA FIAMMINGO. Ma la prima polemica è scattata ancora prima che si concludesse il rito. Perché, a parte Charles Michel (figlio di Louis, ex ministro degli Esteri, ex commissario europeo ed attuale eurodeputato) che ha pronunciato la formula nelle tre lingue ufficiali del Paese, solo altri tre vicepremier e due ministri hanno usato tanto il francese quanto il fiammingo.
Per tutti gli altri solo la lingua madre, compreso il vicepremier dello N-Va, Jan Jambon. Che non solo l'ha pronunciata solo in fiammingo ma ha anche fatto il gesto della 'V' con le dita. Non nel segno della vittoria mostrato da Di Rupo entrando in carica a conclusione della crisi più lunga nella storia della democrazia occidentale dopo le elezioni del 2010, ma riprendendo il simbolo dello slogan elettorale della N-Va: Verandering Voor Vlaanderen, ovvero «Cambiamento per le Fiandre» in fiammingo.
TENSIONI COI SEPARATISTI. Come lui, anche altri due ministri espressione dei separatisti: Steven Vandeput, responsabile della Difesa, e Theo Francken, segretario di stato incaricato di asilo, immigrazione e semplificazione amministrativa, anch'essi espressione del partito separatista.
Il gesto è stato «solo un riflesso» ma l'uso del solo fiammingo «l'ho fatto di proposito» ha detto Jambon, rivendicando la logica del separatismo in uno Stato federale che richiede il bilinguismo solo nel distretto federale di Bruxelles.
E se anche molti ministri francofoni hanno usato solo il francese per i loro giuramenti, i vicepremier fiamminghi dei partiti liberale e cristiano democratico hanno invece giurato nelle due lingue. I leader europei uscenti, il belga presidente del Consiglio Europeo Herman Van Rompuy ed il portoghese Josè Manuel Barroso, nei loro messaggi di auguri si sono comunque detti certi che l'Europa potrà «contare come sempre» sul Belgio.

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