Sarajevo
BALCANI 11 Ottobre Ott 2014 1941 11 ottobre 2014

Elezioni in Bosnia, si vota il 12 ottobre

Momento decisivo per futuro del Paese Voto anche per presidenza

  • ...

Un'immagine di Sarajevo.

In Bosnia-Erzegovina il 12 ottobre si vota nelle elezioni generali per il rinnovo di tutti gli organi del potere centrale e regionale, la settima consultazione elettorale dalla fine della guerra (1992-95).
Un voto decisivo, come titola la stampa di Sarajevo, per il futuro del Paese, dopo due legislature segnate dalla stagnazione economica e politica, un periodo in cui la leadership locale non ha realizzato nessuna delle riforme richieste dalla comunità internazionale e necessarie per l'avvicinamento all'Ue.
CI SONO 50 PARTITI IN LIZZA. È il secondo scrutinio che si svolge senza le modifiche della Costituzione e della legge elettorale, richieste con una sentenza della Corte europea per i diritti umani del 2009, allo scopo di eliminare la discriminazione delle minoranze e consentire a tutti i cittadini, e non solo a serbi, croati e musulmani, l'eleggibilità ad alte cariche dello Stato.
Per i 518 incarichi pubblici, in questa tornata elettorale, concorrono 7.748 candidati, di cui il 42% sono donne, distribuiti in 50 partiti, 24 coalizioni e 24 candidati indipendenti.
I 3,2 milioni di elettori voteranno per la presidenza tripartita (un serbo, un croato e un musulmano) e per i deputati del parlamento statale.
Circa 2 milioni di aventi diritto voteranno nella Federazione Bh (entità a maggioranza croato musulmana) per il parlamento dell'entità e per i 10 consigli cantonali, mentre 1,2 milioni di elettori nella Republika Srpska (Rs, entita' a maggioranza serba) eleggeranno il nuovo parlamento, il presidente e due vice presidenti della Rs.
CAMPAGNA ELETTORALE CON QUALCHE INSULTO. Sebbene nel corso della campagna elettorale siano volati insulti pesanti, rivolti anche ai familiari degli avversari, e accuse di corruzione e tradimenti, secondo le organizzazioni non governative la campagna si è svolta in un'atmosfera di calma, «piatta e noiosa». Ma le divisioni e le memorie del passato restano, mentre fra i fenomeni emergenti si fa largo la discesa in campo nella comunità islamica di predicatori religiosi ed ex muftì.
Una particolarità di questo voto è poi la mancanza di sondaggi significativi sulle preferenze dell'elettorato.
I 5.401 seggi resteranno aperti dalle 7 alle 19 (stessa ora italiana), e i primi risultati preliminari si avranno verso la mezzanotte, a cominciare dalla presidenza tripartita.

Correlati

Potresti esserti perso