Beppe Grillo 141011233208
APPELLO 11 Ottobre Ott 2014 2329 11 ottobre 2014

M5s al Circo Massimo; Grillo: «L'esercito fermi Renzi»

L'ex comico chiede ai militari di bloccare il premier. E lancia il referendum anti euro.

  • ...

Un appello che sa quasi di chiamata alle armi. È quello lanciato da Beppe Grillo all'esercito italiano affinché, testuali parole, «stia col popolo italiano e fermi Matteo Renzi». Il leader del Movimento 5 stelle ha lanciato il suo messaggio dal palco del Circo Massimo, in occasione della seconda giornata del raduno romano dei pentastellatti. Che ancora una volta, tuttavia, ha mancato di far registrare il pienone.
«L'ESERCITO CACCI QUESTI CIALTRONI». «Faccio un appello», ha tuonato l'ex comico, «vado lunedì al casello di Genova e voglio che l'esercito italiano arrivi prima di Renzi». Il motivo? «L'esercito deve stare con gli italiani, dare una mano per un bene comune e mandare via questi cialtroni». Sembrerebbe un riferimento gli autori della ricostruzione, amministratori e imprenditori, dopo l'alluvione di tre anni fa, ma di lì a poco arriva l'ennesimo affondo nei confronti del premier: «Per istinto quando l'ho incontrato mi sono detto 'questo deve andare subito affanculo', ma non glielo ho detto perché sono una persona educata». Immediata la replica di fonti di palazzo Chigi: «Che il leader M5s strumentalizzi il disastro di Genova, non è una novità. Già in passato ha cavalcato altre tragedie naturali».
«LOTTA SERRATA AL JOBS ACT». Ma Beppe ha rilanciato, annunciando l'uscita dei cinque stelle dal parlamento e un referendum per abbandonare l'euro, nonché lotta serrata, «con ogni mezzo possibile», al Jobs Act che - ha sottolineato - «creerà milioni di nuovi schiavi». È questa la linea politica tracciata da Grillo alla festa del M5s al Circo Massimo: contrapposizione al governo Renzi e all'Ue. Un cammino di opposizione, dura e pura, che i sostenitori giunti a Roma per la tre giorni approvano e che parlamentari e amministratori cinque stelle si trovano a condividere senza averne mai discusso.
IL LEADER SI RIPRENDE LA PIAZZA. Chi si attendeva al Circo Massimo una sorta di convegno politico è rimasto deluso: nessun dibattito, nessun documento programmatico, nessuna mozione da votare. Difficilmente, ci si poteva attendere qualcosa di diverso: il M5s è e resta Beppe Grillo. Lo si è capito vedendo la folla radunata ai piedi del del palco quando a prendere la parola è stato l'ex comico genovese: migliaia di persone urlanti e partecipative. Le stesse che si sono dileguate tra gli stand, nel momento in cui a parlare sono stati senatori, deputati e amministratori pentastellati con la sola eccezione di una applauditissima Paola Taverna.
«USCIREMO DAL PARLAMENTO». La linea è netta: no al Jobs Act che è «una presa per il culo»; un attacco alla Germania della Merkel «che non può dare lezioni a nessuno». D'altronde, lo stesso Grillo ha spiegato che «il Dna del Movimento 5 stelle non è essere istituzione»: «Dobbiamo fare meno mozioni in parlamento» - ha spiegato - «e andare più tra la gente, perché in parlamento ci sono solo nominati come Renzi». E la sera ha confermato: «Usciremo dal palazzo per andare in piazza. Tutti i parlamentari lo hanno votato».
LA SFIDA PIZZAROTTI-DI MAIO. Sullo sfondo resta la sfida, più mediatica che politica, tra Federico Pizzarotti e Luigi Di Maio per la conquista del partito: il sindaco di Parma con posizioni più «di sinistra»; il secondo al centro ma capace di dialogare anche con l'ala destra del Movimento. Entrambi, comunque, più portati al confronto anche con Renzi e in ottimi rapporti tra loro. Ma, soprattutto, entrambi consapevoli, dopo questa ultima e forse involontaria prova di forza di Grillo, che non possono immaginare di fare a meno dell'ex comico genovese.

Correlati

Potresti esserti perso