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EMERGENZA 12 Ottobre Ott 2014 1733 12 ottobre 2014

Alluvione Genova, Renzi: «In arrivo 2 miliardi»

Il presidente del Consiglio promette aiuti alla città. Doria esenta i più colpiti dalle tasse comunali. Ma la gente lo contesta.

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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi.

Due miliardi dal governo. Matteo Renzi ha promesso via Facebook un rapido intervento per Genova, colpita da alluvioni ed esondazioni. I 2 miliardi arrivano da risorse fino ad ora non spese a causa di ritardi della burocrazia, annunciando che l'impegno comincia «fin dalla legge di stabilità cui stiamo lavorando in queste ore».
«BASTA RITARDI». Renzi ha aggiunto: «C'è l'emergenza e il sostegno del governo non manca e non mancherà. Vedo i ragazzi che spalano il fango dalle strade e a loro va il mio grazie. Userò la stessa determinazione per spazzare via il fango della mala burocrazia, dei ritardi, dei cavilli. Potete esserne sicuri».
Dal presidente del Consiglio anche un appello alla responsabilità della politica a «essere seri» e «evitare le passerelle e le sfilate da campagna elettorale. Adesso tutti a strapparsi le vesti, tutti a indossare la faccia contrita d'ordinanza. Ma diciamo la verità: del dissesto bisogna occuparsi quando non ne parla nessuno».
DORIA CONTESTATO. L'intervento di Renzi è arrivato al termine di una giornata in cui è stata confermata l'allerta 2 per tutta la giornata di lunedì 13, mentre l'aria, a Genova, si è fatta tesissima, con le dure contestazioni al sindaco Marco Doria e pure qualche scaramuccia tra gli angeli del fango e la polizia.
Doria è stato accolto da insulti e minacce nel suo primo sopralluogo al Quadrilatero del Fango. «Vai a casa»; «Verrà il giorno che prenderai schiaffi», gli hanno detto i suoi cittiadini mentre Beppe Grillo, dal Circo Massimo, lo definiva «peste rossa».
«Pagliacci, ancora parlate, dimezzatevi gli stipendi, gli hanno urlato dietro, «prendi la pala e pulisci» e «avete anche il coraggio di chiederci la Tasi».

Doria: «Se servisse sarei pronto a dimettermi»

Genova: il sindaco Marco Doria contestato da alcuni cittadini dopo l'alluvione (12 ottobre 2014).

«Me lo aspettavo», ha detto più tardi Doria che ha affermato però di aver visto come la gente sia stata anche capace di reagire immediatamente. Ha detto che potrebbe anche pensare alle dimissioni se questo «aiutasse a risolvere i problemi», ma che non ci pensa, e poi che i cittadini alluvionati si vedranno esimere dalle tasse comunali, che martedì 14 ottobre è in programma la gara per lo scolmatore del Fereggiano, e che dal governo servono finanziamenti ad hoc.
ALTRI QUATTRO SCIACALLI ARRESTATI. Ma nemmeno i 2 miliardi promessi da Renzi sembrano bastare. La rabbia è lì, latente e terribile come il temporale annunciato per la notte. E lo dimostra lo 'scontro' tra polizia e angeli del fango con i secondi che invitano gli agenti a spalare.
In questo contesto continuano a proliferare gli sciacalli, con altri quattro arresti che hanno portato il conto totale a 14, tutti dell'Est Europa. Loro non temono il temporale che prolunga l'allerta 2, quella massima, fino alla mezzanotte di lunedì 13, che tiene chiusi scuole, mercati, parchi, impianti sportivi, cimiteri.
IL PAPA: «PREGO PER LA VITTIMA». A Genova, tra la rabbia e dolore, sono arrivate anche le parole del papa: «Assicuro la mia preghiera per la vittima e per quanti hanno subito gravi danni». E ci sono state anche quelle del suo arcivescovo, il cardinale Angelo Bagnasco, un richiamo a chi governa: «Nessuno deve vedere lo Stato distratto e lento rifugiarsi dietro il primato delle responsabilità dietro una inaccettabile e macchinosa burocrazia che per assicurare legalità e trasparenza fa affondare nel fango chi ha perso tutto. È nelle sventure che si misura il grado di civiltà di un popolo, di una nazione, la capacità di governo e la maturità di coloro che devono vigilare e provvedere ai singoli affinché possano riprendersi e le calamità naturali non si ripetano. La gente deve avere aiuti tempestivi. Genova non si piegherà», ha detto ringraziando i volontari che spalano in strada.
GRILLO: «M5S A GENOVA IL 14 OTTOBRE». Il governatore Claudio Burlando ha annunciato che in caso di «via libera dall'Avvocatura dello Stato e dal governo, in pochi giorni affido l'opera per la messa in sicurezza del Bisagno». Mentre Beppe Grillo ha annunciato la calata su Genova per martedì 14, sollecitando Renzi a darsi da fare perché «l'Italia sta andando a bagno. Non abbiamo più 1.000 giorni. Martedì a Genova a spalare, anche perché i nostri parlamentari sono abituati a spalare merda in parlamento».

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