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POLITICA 12 Ottobre Ott 2014 1350 12 ottobre 2014

M5s, terzo e ultimo giorno di #italia5stelle al Circo Massimo

Grillo rivendica il successo, ma la polizia frena: 150 mila. Annunciato blitz a Genova.

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Beppe Grillo.

Terzo e ultimo giorno del popolo pentastellato al Circo Massimo.
In attesa che la festa del Movimento 5 stelle si concluda, il leader Beppe Grillo ha rivendicato il successo della kermesse.
«500 mila Persone (secondo la polizia 150 mila, ndr). Lo avevamo detto e così è stato: ieri, seconda giornata di #Italia5Stelle, abbiamo riempito il Circo Massimo», ha scritto il 12 ottobre l'ex comico sul suo blog.
«Oltre 100 mila persone si sono raccolte nell'area davanti al palco centrale per ascoltare Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio; ma calcolando il flusso nell'intera giornata, dalle 10 del mattino fino a tarda sera e considerando l'intera area, possiamo dire che si sono registrate in totale 500 mila presenze».
«ABBIAMO DATO L'IDEA DI DEMOCRAZIA». Beppe Grillo è un fiume in piena. «Nell'Italia5Stelle, rappresentata da 177 gazebi disseminati al Circo Massimo abbiamo dato vita all'idea di democrazia che da sempre anima il Movimento 5 stelle. Abbiamo portato i nostri eletti (parlamentari europei, senatori, deputati, sindaci, consiglieri regionali e comunali) fuori dalle Aule e dalle istituzioni e li abbiamo messi realmente a disposizione della gente e della loro necessità di conoscere e capire». Mentre le telecamere tivù «schiave della vecchia politica e di un modo stantio di raccontarla si concentravano sul palco, negli stand stracolmi prendeva vita la vera politica, quella al servizio dei cittadini. E sono stati loro il vero spettacolo! Il fulcro di questi tre giorni «sono state le agorà nate spontaneamente fuori e dentro i gazebi: visti dall'alto restituiscono la forma di un'Italia tutta bianca, più bella più pulita. È l'Italia che il Movimento 5 Stelle sogna e che non smetterà mai di realizzare».
CAMBIO IN SCALETTA. A sorpresa è cambiata la scaletta degli interventi. Sul blog di Beppe Grillo è stata pubblicata la nuova versione che non prevede più l'intervento di Luigi Di Maio sul tema del 'Governo a 5 Stelle', prima cambiato in 'La terra dei fuochi' e, infine, in 'Cosa avrebbe fatto un governo a 5 Stelle'. Segno chiaro del non voler alimentare le voci di un suo ruolo di leadership dentro il movimento. Una questione liquidata con una battuta da Grillo: «Abbiamo creato dei mostri. Abbiamo dei ragazzi meravigliosi, Di Maio, ma anche Di Battista. Io so che fine faremo io e Casaleggio: faremo gli europarlamentari con Mastella...», ha urlato l'ex comico dal palco proprio dopo che i due enfant prodige cinquestelle avevano terminato i loro interventi.
DI MAIO: «NOI L'ITALIA DI FERRARI, NON DI SCILIPOTI». Il vicepresidente della Camera, applauditissimo dalla folla, ha mostrato doti da politico consumato. Ha evitato il tono delle polemiche (onnipresente in tutti gli interventi di questi giorni al Circo massimo) e ha descritto «l'Italia a cinquestelle»: «La Repubblica di Enzo Ferrari, uno che si è dato da fare, e non di Scilipoti». Ha illustrato il programma M5S come un candidato premier. Disorganizzazione, certo, ma anche segno di un imbarazzo interno. L'investitura Di Maio, come qualcuno nel movimento sperava, non c'è stata, almeno ufficialmente. Ma, sapendo leggere le parole del leader genovese, è soltanto rinviata, nella consapevolezza che per ora il M5S non può fare a meno della presenza mediatica di Grillo.
BLITZ A GENOVA. Arrivato al Circo Massimo, Beppe Grillo aveva affermato che il 13 ottobre «con i parlamentari M5s andremo a Genova». Una data rettificata poco dopo con la visitata slittata al 14 ottobre perché «domani non si può perchè hanno dato Allerta 2».
Blitz genovese a parte, il messaggio contro il Partito democratico resta chiaro: «Non è possibile è una peste rossa che sommerge il Paese. Andremo a spalare, anche perchè i nostri parlamentari sono abituati a spalare merda in parlamento».
Nessun dialogo con il governo di Matteo Renzi o, come preferisce chiamare il mondo istituzionale, con «il sistema». Che, secondo l'ex comico genovese, è guidato dai «massoni»: «Nulla contro di loro ma, se vogliono andare al governo, si facciano il partito della massoneria e vengano eletti, altrimenti se ne vadano a fanculo».
Sul referendum per l'uscita dall'euro è sicuro: «Finirà 70 a 30. Bisogna uscire dall'euro il prima possibile. Non siamo ancora andati in default ma già i capitali stanno lasciando l'Italia da settembre». L'ex comico non ha perso occasione per scagliare contro il presidente del Consiglio: «L'Italia sta andando a bagno. Consigliamo a Renzi di affrettare. Non abbiamo più mille giorni».

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